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Catania agonizza e la politica litiga mentre i sindacati invitano all'unità

Tra scambi di accuse si alza l'appello delle organizzazioni sindacali: «Si superi ogni contrapposizione per stringersi attorno alla città e trovare le soluzioni per salvarla dal disastro sociale». Musumeci: «Impegno della giunta regionale a supportare questa difficile stagione»

Catania agonizza e la politica litiga mentre i sindacati invitano all'unità

Municipio di Catania in piazza Duomo

CATANIA - «Prendiamo atto con rispetto della decisione della Corte che ha respinto il ricorso del Comune. Adesso, se realmente lo si vuole, ci sono i modi per evitare il dissesto le cui conseguenze sarebbero pagare dalla città: l'amministrazione comunale sottoponga all'esame del Consiglio comunale il Piano per il riequilibrio pluriennale e lo si approvi entro il 30 novembre, utilizzando la facoltà che è stata prevista nel decreto Milleproroghe. Il Consiglio, sono certo, valuterà con la massima attenzione e disponibilità». Lo afferma il vicepresidente del Consiglio comunale, Lanfranco Zappalà, del gruppo "Con Bianco per Catania", sulla dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente confermata dalle sezioni riunite della Corte dei conti di Roma.

A Zappalà replica il consigliere Luca Sangiorgio, capogruppo al Comune di "Salvo Pogliese sindaco-Una scelta d’amore per Catania": «Poiché non sappiamo - afferma Sangiorgio - se il consigliere Zappalà quando sottoscrive i comunicati sia serio o abbia sempre voglia di scherzare, gli ricordiamo che per evitare il dissesto sarebbe bastato approvare nei termini giusti la prima rimodulazione del piano entro il 30 maggio 2017, anziché in ritardo di due giorni, e poi approvare nel mese di febbraio 2018 l’ulteriore rimodulazione in vent'anni, che il Consiglio scorso e quindi anche lui, invece, non ha mai preso in esame». E ancora: «Non averlo fatto, colpevolmente, come di fatto dice la Corte - aggiunge - forse ha precluso le ultime residue speranze di fare ricorso a quello strumento: ma questo purtroppo non è uno scherzo».

Intanto in una nota congiunta i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl e vertici Agci, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Confindustria, Legacoop, Uneba, Unci, Unicoop e Unimpresa, evidenziano che «con la dichiarazione di dissesto si apre oggi indubbiamente una delle pagine più buie della storia del Comune di Catania. Di fronte ad una notizia del genere che certifica l’avvio di una fase difficile - proseguono - crediamo che l’amministrazione comunale non abbia altra via che assumere sin da subito decisioni condivise e drastiche per mettere in sicurezza i conti della città, da qui all'immediato futuro. Rispettiamo le decisioni della magistratura contabile ed ora che la questione passa definitivamente nelle mani della politica, come organizzazioni sindacali auspichiamo che dagli schieramenti venga superata ogni contrapposizione per stringersi attorno alla città e trovare le soluzioni per salvarla dal disastro sociale».

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, infine, evidenzia che «la decisione della Corte dei conti rende più complicato il processo di crescita della città di Catania. Per questo voglio, con maggior forza, ribadire l'impegno del governo regionale, nella condivisione con l'amministrazione comunale etnea, a supportare questa difficile stagione». 

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