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«L'aeroporto di Comiso non chiude
e migliorerà: il peggio è passato»

Il presidente della società che lo gestisce tranquillizza dopo il "buco nero" nei voli di martedì: «Anche grazie a Catania la situazione ora è più rosea». Ma sui social regna il pessimismo...

«L'aeroporto di Comiso non chiudee migliorerà: il peggio è passato»

COMISO - «Nessun allarmismo: sapevamo che Ryanair avrebbe operato una riduzione dei voli e che il martedì l’aeroporto sarebbe rimasto scoperto. Questo non significa però che lo scalo stia chiudendo, anzi, la situazione negli ultimi mesi è migliorata e possiamo dire che il peggio è passato». A gettare acqua sul fuoco è il presidente di Soaco, Silvio Meli, che tranquillizza quanti nell'assenza dei voli del martedì hanno visto i prodromi di un’imminente chiusura del Pio "La Torre".

«Ryanair ci aveva avvisato per tempo – spiega – che avrebbe cancellato le rotazioni del Comiso-Malpensa del martedì e del mercoledì, anche i biglietti non erano più acquistabili da giugno. L’assenza dei voli in questa giornata, che è frutto delle politiche aziendali del vettore, non ci ha quindi colti di sorpresa. E non è neanche un segno della mancanza di interesse di Ryanair verso Comiso, dato che la compagnia aerea ha già caricato i voli per la summer, riconfermando le tratte. Detto ciò, la situazione per l’aeroporto la vedo oggi un po’ più rosea rispetto al passato. Adesso, infatti, la strada è già tracciata e dobbiamo solo percorrerla».

Il riferimento è al prestito ponte da 1,2 milioni di euro approvato dal cda di Sac nei confronti di Soaco e attualmente al vaglio dell’assemblea dei soci della società di gestione catanese. «E’ la parte finale di un percorso avviato – spiega Meli –, la soluzione per ridurre le sofferenze di cassa di Soaco fino a quando i liquidatori non piazzeranno il 65 % di quota Intersac. So che stanno correndo, che hanno già avuto una prima valutazione e che, a breve, sarà pronto il bando per l’asta pubblica».

Per il presidente di Soaco, il futuro dello scalo è nella rete aeroportuale con Catania, che non a caso rappresenta uno dei passaggi fondanti su cui si basa il piano di ristrutturazione e risanamento della società di gestione. «Sac e Soaco – chiarisce Meli – condividono gli stessi intenti ed è Catania che sta consentendo a Comiso di saltare il fosso, in questo momento non certo facile». 

Anche se previsto, il buco nero creatosi il martedì allo scalo comisano sta provocando comunque reazioni preoccupate sui social. Nel gruppo Facebook FlyComiso, che segue il "Pio La Torre" dalla sua apertura, c’è un certo pessimismo. Gli amministratori del gruppo insieme a tanti utenti avvertono la necessità di razionalizzare i costi di esercizio, soprattutto in virtù del fatto che i voli non aumentano. «Anche perché – spiegano Manè Occhipinti, Mario Visaloco, Piero Ranaldi e Alberto Giurato – abbiamo tanti esempi di scali come Perugia e Rimini che hanno meno voli di noi e i conti in ordine». Tra l’altro, l’indice di riempimento dei voli su Comiso rimane alto su tutte le tratte, con una media del 90%.

Sul web si discute molto anche del bando per le nuove rotte, di cui si è in attesa dell’apertura delle buste. La commissione dovrebbe insediarsi tra una settimana, anche se non c’è una data certa, prima si devono ultimare le operazioni per Trapani. Due le compagnie che hanno presentato le offerte per la gara su Comiso: Eurowings e Blu Air. 15 i lotti previsti nel bando con cui Soaco conta di realizzare 15 nuovi collegamenti dallo scalo comisano verso 6 rotte nazionali e 9 europee, a partire già dalla summer 2019. «Ovviamente qualora tutti i lotti non siano stati assegnati – aggiungono gli amministratori di FlyComiso – ci si augura che venga redatto un nuovo bando con un offerta più appetibile sulle tratte più importanti quali Roma e Bologna».

Sulla necessità di ridurre le spese al "Pio La Torre" insiste anche il comitato dei viaggiatori Vussia. «Gli attuali livelli di costo dell’aeroporto – dice il presidente Claudio Melchiorre – non sono sostenibili in rapporto al traffico aereo. Questo non perché il traffico sia insufficiente, quanto piuttosto perché secondo noi ci sono degli sprechi. Non capiamo altrimenti come, con gli stessi livelli di traffico, si possano avere a Comiso perdite che, a fine anno, sfioreranno i tre milioni di euro e a Perugia un attivo di 300mila euro». Per il Vussia questa discrepanza può spiegarsi solo in due modi: «O con un management distratto, che ha peggiorato performance aeroportuali che non sono state mai positive, o con un patto scellerato per far fallire Comiso». «E’ un problema che ci poniamo da sempre – aggiunge Melchiorre –, abbiamo chiesto senza risposte di conoscere come e perché si spendono tutti questi soldi nella gestione di un piccolo aeroporto. Ogni nostra azione è volta a far sì che Comiso resti aperto, ma crediamo management e soci di Soaco abbiano sbagliato pure stavolta. Anche ammesso che il prestito ponte giuridicamente si possa fare, vogliamo capire come 1,2 milioni di euro possano salvare una società che perde dai due ai tre milioni di euro l’anno».

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