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Trecastagni, il Consiglio e la mafia:
il Tar del Lazio vuole vederci chiaro

I giudici, nell'ambito di un ricorso proposto dall'ex amministrazione del Comune alle pendici dell'Etna, ordinano al ministero dell'Interno di consegnare tutti gli atti che hanno portato allo scioglimento dell'Assemblea cittadina

Trecastagni, il Consiglio e la mafia:il Tar del Lazio vuole vederci chiaro

ROMA - Il ministero dell’Interno entro due mesi dovrà consegnare tutti gli atti che nel maggio scorso hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Trecastagni (Catania) per riscontrate ingerenze da parte della criminalità organizzata. L’ha deciso il Tar del Lazio con un’ordinanza istruttoria nell'ambito di un ricorso amministrativo proposto dall'ex amministrazione comunale del centro della Città metropolitana di Catania che sorge alle pendici dell’Etna, con in testa l’ex sindaco Giovanni Barbagallo.

Il Tar ha ritenuto necessario, ai fini della sua decisione, «ordinare all'intimata Amministrazione il deposito di tutti gli atti e documenti in base ai quali è stato emanato il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Trecastagni», con l'avvertenza che gli stessi dovranno essere prodotti in versione integrale e senza omissis e saranno trattati con le cautele previste dalla legge per gli atti classificati come "riservati". I giudici hanno ordinato al ministero «di depositare la documentazione in questione entro sessanta giorni», con fissazione il 22 maggio 2019 dell’udienza di discussione di merito del ricorso.

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