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Il gruppo Montante licenzia 21 lavoratori a Serradifalco

Msa in crisi, Ugl chiede un incontro per risolvere la vertenza

Il gruppo Montante licenzia 21 lavoratori a Serradifalco

Il sindacato Ugl ha sollecitato la convocazione di un incontro al fine di chiedere alla Msa - una delle aziende del gruppo Montante - chiarimento sul licenziamento dei 21 lavoratori della sede di Serradifalco, mentre resta nebuloso anche il futuro del personale della stessa ditta che ha sede ad Asti e dove lavorano un centinaio di persone, che da maggio hanno ricevuto solo un acconto sugli stipendi.

Si aggrava la crisi di una delle società più importanti dell’ex presidente di Confindustria Sicilia - ai domiciliari dal 14 maggio scorso e poi trasferito in carcere dieci giorni dopo che aveva tentato di inquinare le prove - accusato di aver creato una rete di soggetti, tra le forze dell’ordine e i servizi segreti, che lo hanno informato sull’inchiesta avviata dalla Dda nissena per concorso esterno in associazione mafiosa.

Tornando alla vertenza della Msa, i licenziamenti - secondo quanto si è finora appreso - non riguarderebbe l’amministratore delegato Vincenzo Mistretta e le collaboratrici amministrative di Montante, Carmela Giardina e Rosetta Cangialosi, per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento nei confronti dell’imprenditore di Serradifalco.

Il sindacato Ugl chiede all’azienda Msa le misure che intende eventualmente adottare per ridurre l’impatto sociale che potrebbe derivare da questi licenziamenti, ma anche per comprendere i motivi che hanno portato la stessa azienda a chiedere il licenziamento e non ad utilizzare soluzioni e strumenti diversi rispetto a quelli del licenziamento collettivo che è si previsto, ma che costituisce, a parere dello stesso sindacato, una soluzione tanto estrema quanto evitabile. Pare che l’azienda avrebbe motivato tale decisione con una crisi finanziaria che non le permetterebbe di gestire nelle spese gli operai in forza. Il sindacato Ugl è ora in attesa, quanto prima, di essere convocato per aprire un tavolo di confronto che consenta di scongiurare il licenziamento dei 21 operai.

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