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Dopo la Tap, il Muos: i "no" del M5s diventano "sì": elettori in agitazione

Come svelato da Claudio Fava, l'Avvocatura dello Stato oggi non si è presentata al Cga lasciando depositata la memoria con cui ci si oppone alle richieste avanzate dai Comitati

Dopo la Tap, il Muos: i "no" del M5s diventano "sì": elettori in agitazione

CATANIA - Gli attivisti No Muos che avevano creduto alla promessa elettorale del M5S che il super radar Usa a Niscemi sarebbe stato bloccato cominciano ad agitarsi. Come avvenuto in Puglia per la Tap, pare infatti che anche in Sicilia i pentastellati lasceranno via libera alla costruzione della stazione satellitare nella sughereta niscemese. Il rischio è di un grosso boomerang per i grillini che in Puglia hanno visto i loro sostenitori strappare e bruciare le tessere elettorali.

Come svelato dal leader del Movimento Centopassi e presidente della Commissione antimafia siciliana, Claudio Fava «all’udienza che si è aperta oggi davanti al Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) di Palermo, l’avvocatura dello Stato non si è presentata lasciando depositata la memoria con cui ci si oppone alle richieste avanzate dai Comitati. E smentendo - cosa che è più grave - gli annunci fatti dal vicepremier Di Maio nei giorni scorsi».

 «Da oggi è una certezza: il governo Salvini-Di Maio è favorevole al Muos in Sicilia» esclama Fava. «Tra l’obbedienza dovuta ai capi romani dei propri partiti e la coerenza dovuta ai siciliani - aggiunge Fava - vedremo cosa prevarrà quando all’Ars si voterà l’ordine del giorno che abbiamo presentato: ovvero il nostro "no" forte e convinto al Muos di Niscemi. E vedremo se Musumeci-presidente e il Musumeci-candidato alla presidenza la pensano allo stesso modo».

Nei giorni scorsi c’era stata una presa di posizione da parte dei No Muos, che non hanno mai smesso di lottare neanche dopo che gli americani hanno premuto il tasto “start” sulle parabole che completano il complesso reticolo di telecomunicazioni globalizzate. «E allora il Movimento 5 stelle?», la provocazione degli attivisti con un ritornello social di solito riferito al Pd. Segue accusa precisa: «Nonostante siano passati sette mesi dall'insediamento il nuovo esecutivo non solo non ha mosso un dito contro il Muos, ma in piena continuità con il governo precedente sta perseguendo un piano autorizzativo che prevede nuovi lavori presso la base di Niscemi». 

Per Giacomo Cacia, attivista del movimento No Muos, quanto accaduto oggi è «l'ennesima dimostrazione che qualunque sia il governo in carica sulla guerra non ci sono sconti. Lo dimostra la svista sugli F35, lo dimostra il fatto che le spese militari sono anzi aumentate e lo dimostra la brutta figura dei 5 stelle di oggi, che non a caso non si sono neanche presentati. Evidentemente hanno la coda di paglia».

Gli attivisti puntano il dito contro "l'incontro inconcludente" con il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e contro i pentestallati che al termine di quel faccia a faccia «avevano comunque urlato a gran voce di stare "dalla parte dei cittadini". Dalla parte di quelli a stelle e strisce, o meglio dei potenti e delle industrie della guerra dicono i fatti di oggi».

Intanto, l’8 dicembre a Niscemi (Caltanissetta) si terrà una manifestazione per rilanciare la lotta contro l’impianto. E per i grillini si prevedono contestazione: dopo lo scivolone sulla Tap, i pentastellati con il Muos rischiano di perdere ulteriore credibilità fra i loro elettori.

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