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Enna, otto arresti per spaccio di droga

Il blitz dei carabinieri. Inchiesta su un gruppo di pregiudicati che si facevano pagare per autorizzare il trasporto e lo smercio degli stupefacenti

Ispica, tenta di corrompere i carabinieri ad u posto di controllo: arrestato

ENNA - I carabinieri del comando provinciale di Enna, hanno arrestato otto persone di cui due ai domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, furto aggravato, ricettazione, rapina e porto di pistola in luogo pubblico. Le otto persone, secondo l'accusa dei carabinieri, avevano ricevuto una sorta di benestare per il traffico di stupefacenti dalla storica famiglia mafiosa di Pietraperzia.

I provvedimenti scaturiscono dall'attività investigativa, condotta, tra dicembre 2015 e luglio 2018, su un gruppo di pregiudicati ai quali venivano periodicamente versate somme di denaro per «autorizzare», di fatto la rete di trasporto, commercializzazione e distribuzione di cocaina, marijuana e hashish. Sono tantissimi gli episodi di spaccio registrati dai xarabinieri di Enna insieme ad una serie di reati contro il patrimonio per procurare il denaro che sarebbe servito a finanziare il traffico di stupefacente.

Gli arrestati sono: Giuseppe Di Marca ,35 anni, il fratello Giovan Battista Di Marca, 41 anni, a casa del quale durante la perquisizione sono stati trovati 2 chili di marijuana e 300 gr di cocaina, Giuseppe Di Marca, 53 anni, Ivan Bavuso, 23 anni, Gianfilippo Di Natale, 22 anni, Manuel Aiello 24 anni . Domiciliari per Eros Russo, 30 anni, e Carmelo Ponticello 51 anni, entrambi di Caltanissetta.

L’inchiesta è stata condotta dalla direzione distrettuale Antimafia. Secondo gli inquirenti a capo del gruppo ci sarebbe Giuseppe Di Marca affiancato dal fratello Giovan Battista e da Ivan Bavuso e Gianfilippo Di Natale ai quali è stato contestata l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, reato non contestato agli altri arrestati, con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento ed omertà tipiche dell’associazione di tipo mafioso, traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, furto aggravato, ricettazione, rapina e porto di pistola in luogo pubblico. Per sostenere e finanziare il traffico di stupefacente, che andavano a comprare nel Catanese, avrebbero commesso anche dei tentativi di rapine e furti di armi. All'operazione hanno partecipato anche i militari dell’Arma di Caltanissetta e di Verona, dove è stata eseguita una delle ordinanze cautelari e il Nucleo Cinofili di Catania-Nicolosi 

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