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Pozzallo, sbarcano 264 migranti
e Salvini lancia strali contro Malta

Barcone in difficoltà nel Mediterraneo trainato da un peschereccio fino al porto del Ragusano. Il ministro dell'Interno: «Un pattugliatore maltese ha invertito la rotta, La Valletta si conferma vergognosa»

Pozzallo, sbarcano 236 migrantie Salvini lancia strali contro Malta

POZZALLO - Erano 264, stipati l’uno sull'altro. I loro vestiti consunti, le loro scarpe, i loro improvvisati giubbotti di salvataggio sono rimasti su quel barchino di legno attraccato la notte scorsa a Pozzallo, dopo tre lunghi giorni di navigazione sul mar Mediterraneo senza acqua né cibo. Tra loro 40 donne, 44 minori - quasi tutti non accompagnati - e anche una neonata, di solo 15 giorni, partorita in Libia da una 19enne vittima di abusi sessuali in un campo di detenzione. A salvarli è stato un peschereccio nonostante - a detta del ministro dell’Interno, Matteo Salvini - fossero state inizialmente le autorità maltesi ad aver preso in carico le operazioni di soccorso. «La Valletta - l’accusa di ieri di Salvini - come al solito sta cercando di rifilare gli immigrati al nostro Paese».


Solo in tarda serata l’arrivo a Pozzallo dei migranti, quasi tutti eritrei partiti lo scorso giovedì da Misurata, in Libia. Per ore sono stati tenuti sull'imbarcazione, mentre gli unici autorizzati a scendere sono stati donne e bambini. Per gli altri, molti dei quali in fuga da torture e abusi, ore e ore passate all’addiaccio in attesa di disposizioni, arrivate solo intorno alle 7, quando tutti hanno potuto lasciare il barchino. Gli scafisti sarebbero già stati individuati e si tratterebbe di un libico e di un tunisino. «La stupidità di Salvini stava causando una tragedia nel porto di Pozzallo - ha twittato oggi il deputato Si-Leu, Erasmo Palazzotto -. Non fare attraccare per ore una barca in quelle condizioni per poter twittare #portichiusi è da criminali. Per fortuna le nostre motovedette sono riuscite ad evitare il peggio». A preoccupare, però, è anche la situazione a terra, con il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che oggi ha evidenziato «qualche criticità nel sistema di accoglienza e una non ottimale organizzazione della nuova società che gestisce l’hotspot di Pozzallo». «Criticità - ha spiegato - sulle quali bisognerà tornare per riportare il sistema di accoglienza ai livelli di eccellenza del recente passato». Ma quello siciliano non è stato l’unico sbarco di ieri. A Crotone sono arrivati 79 pachistani, di cui cinque minori, a bordo di un barcone soccorso da alcune motovedette della Capitaneria di porto. Dopo l’accoglienza, curata dai volontari della Croce Rossa, Misericordia e Prociv, i migranti sono stati trasferiti nel Cara di Isola Capo Rizzuto. Bloccati anche i due presunti scafisti, di origine lettone, che stavano cercando di raggiungere la stazione ferroviaria.


Continua, intanto, l’impegno delle ong Sea Watch, OpenArms e Mediterranea nel mar Mediterraneo. Oggi gli equipaggi sono stati costretti a restare a terra a causa del maltempo. Da ieri sera gli attivisti si trovano a Zarzis, in Tunisia, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo. «Abbiamo deciso di fermarci qui, dall’altra parte di un Mediterraneo che vogliamo come spazio di libertà, di giustizia e di solidarietà». 

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