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Messina, sequestrato il bar Il Veliero: è gestito da un appartenente ai clan

I carabinieri hanno eseguito il provvedimento del Tribunale. Il dominus era Raimondo Messina, ma era fittiziamente intestato alla madre

Il 100 per cento delle quote della società che gestisce il bar Il Veliero di Messina è stato sequestrato dai carabinieri che hanno eseguito un provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Messina su richiesta della Dda dello Stretto.

Le quote sarebbero intestate fittiziamente alla 65enne T. C., anche se in realtà sarebbe gestito dal figlio Raimondo Messina, arrestato lo scorso luglio nell’ambito dell’operazione antimafia Polena perché ritenuto con altre sette persone esponente del clan che opera nella zona sud di Messina e riconducibile a Giacomo Spartà, egemone nel settore delle estorsioni e dell’usura. Dalle indagini è emerso che il bar “Il Veliero”, dove molti dei soggetti arrestati a luglio erano soliti incontrarsi per discutere dei loro affari criminali, era di fatto gestito proprio Raimondo Messina, che intratteneva rapporti con i fornitori e stabiliva anche l’organizzazione del lavoro, impartendo direttive e ordini ai dipendenti. L’intestazione delle quote sociali alla madre, invece, era soltanto uno stratagemma per eludere la legge sulla confisca dei patrimoni illecitamente accumulati, essendo Raimondo Messina gravato da numerosi precedenti penali.

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