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Girgenti acque, inchiesta alle battute finali

Scade l’ultima proroga concessa dal gip, la Procura si avvia alla notifica degli avvisid ella conclusione delle indagini

Girgenti acque, inchiesta alle battute finali

Il gruppo dirigente, i lavoratori ed i collaboratori di Girgenti Acque, con un comunicato diffuso ieri «manifestano la propria solidarietà nei confronti del presidente Marco Campione che ha sempre dimostrato - anche nel difficile momento che lo ha portato alla scelta di rassegnare le proprie dimissioni - grande rispetto nei confronti delle regole e delle Istituzioni. E’ doveroso rivendicare l’integrità morale e professionale di Marco Campione e di tutti coloro che incessantemente hanno prestato e continuano a prestare quotidianamente, con abnegazione, professionalità e trasparenza, la loro opera nello svolgimento di un servizio pubblico essenziale a favore della collettività. L'esperienza e la competenza, acquisite e sviluppate in questi anni di gestione dal personale della Società, non devono essere vanificate in quanto costituiscono un patrimonio professionale indispensabile per la gestione del servizio idrico integrato a beneficio della collettività della provincia di Agrigento».

Intanto è già partito il conto alla rovescia relativo alla chiusura dell'inchiesta "madre" sul presunto “sistema Girgenti Acque". Tra qualche settimana, infatti, scadrà l'ultima proroga chiesta e concessa, nel giugno scorso, per via dell'evoluzione dell'indagine. Dall'esame delle carte, infatti, sarebbe emersa l'esigenza di chiarire e approfondire alcuni aspetti. E le attività avrebbero permesso di acquisire nuovi elementi e riscontri a carico di una nutrita "cerchia" di indagati. Man mano il numero è salito. Da una cinquantina di persone, inizialmente indagate, si è passati a 81. Tra questi, figurano l'ex prefetto di Agrigento, il padre di un ex ministro, tantissimi politici, tra i quali due ex governatori e decine di esponenti nazionali, regionali, provinciali. E poi ancora consiglieri comunali, ex magistrati e pezzi delle istituzioni, i vertici del gestore idrico, manager, imprenditori, ma anche carabinieri, burocrati, avvocati, commercialisti, giornalisti. Diverse posizioni comunque potrebbero essere archiviate. Da quello che trapela dagli ambienti investigativi, c’è la consapevolezza che non finirà tutto in una bolla di sapone. Il procuratore aggiunto Salvatore Vella, e i pubblici ministeri Alessandra Russo e Paola Vetro, titolari del fascicolo, con la supervisione del procuratore capo Luigi Patronaggio, e con loro il personale della Guardia di finanza di Agrigento, guidati dal comandante provinciale Pietro Maggio, da mesi sono alle prese con una serie di accertamenti ed analisi tecnico - finanziarie sull'ingente quantitativo di documenti acquisiti.

Dietro al presunto «sistema» "Girgenti Acque" ci sarebbe stato un ingranaggio ben collaudato, poggiato su un presunto scambio di favori.. Ovviamente non sarebbero mancate le tangenti, e accordi politici, per candidati sparsi per il territorio.

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