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«Io salva perché ho voluto donare il sangue»

Si sottopone alle analisi ma scopre di avere un problema che altrimenti non avrebbe accertato

«Io salva perché ho voluto donare il sangue»

Claudia Marchese Ragona è una donna di 43 anni, originaria di Canicatti ma nissena di adozione, e vive a Caltanissetta da ben 18 anni. Mamma di quattro figli, che diventano sette considerando pure i figli del nuoco compagno di vita, ha smesso di lavorare per fare la mamma a tempo pieno. Claudia voleva diventare donatrice di sangue e di midollo osseo, ma dopo avere effettuato le analisi ha scoperto di avere un problema e alla luce della sua esperienza vuole raccontarla.

«Ho sempre voluto aiutare il prossimo – dice – e chi magari non sta tanto bene. Per le gravidanze prima e per altri motivi però non ci sono mai riuscita; questo fino ad aprile scorso. Per fortuna ho fatto il grande passo di voler diventare donatrice e questo mi ha salvato».

Claudia Marchese Ragona ha conosciuto il presidente della Fidas Caltanissetta, Carmelo Giardina, e questo gli ha dato l’ulteriore input per diventare donatrice di sangue. Ha fatto tutti gli esami clinici di routine per ottenere l’idoneità, ma qualcosa non è andata per il verso giusto. Ma proprio quelle analisi hanno rappresentato la sua salvezza.

«Quindici giorni dopo avere effettuato le analisi - dice - e mi è stato consegnato il referto, mi è stato detto che dovevo immediatamente fare una visita ematologica per ulteriori accertamenti. Ho così scoperto di avere una patologia alle emazie che altrimenti non avrei mai scoperto, perché è una malattia asintomatica che non si manifesta fin quando ormai non è tardi. Una patologia che diversamente non avrei scoperto perché sono degli esami particolari che non vengono mai fatti, se non per la donazione del sangue. Quando l’ho scoperto, mi è caduto il mondo addosso. Oggi è tutto risolto, sono sotto cura e per fortuna non ci saranno gravi conseguenze».

Il desiderio di Claudia di diventare donatrice ed aiutare gli altri è stato premiato: prima di aiutare gli altri ha aiutato se stessa. Diventare donatori di sangue significa contribuire con un gesto spontaneo e con poco sforzo a salvare la vita del prossimo. Per fare questo bisogna che prima stia bene il donatore stesso. Donare sangue periodicamente garantisce ai donatori potenziali un controllo costante dello stato di salute, attraverso visite sanitarie e accurati esami di laboratorio. Così si ha la possibilità di conoscere il proprio organismo e di vivere con maggiore tranquillità, sapendo che una buona diagnosi precoce eviterà l'aggravarsi di disturbi latenti.

Claudia ha voluto raccontare la propria storia proprio per sensibilizzare tutti coloro che possono donare e non lo fanno, per aiutare gli altri e per aiutare se stessi. «Non potrò più donare il midollo perché il mio problema è proprio lì – conclude Claudia – però io spero di potere donare il sangue e farlo presto. Voglio risolvere il problema, e grazie alla ricerca e alla medicina spero di poterlo fare in tempi brevi. Sette mesi fa ero disperata e con tanti brutti pensieri in testa, oggi invece sono tranquilla, sto bene e desidero ancora di più donare il sangue».

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