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«Se non pagano blocchiamo l’acqua»

La disperazione dei lavoratori del consorzio di Bonifica che reclamano 4 salari, prosegue la protesta

«Se non pagano blocchiamo l’acqua»

A due settimane dall’ultima assemblea, il personale del Consorzio di Bonifica 6 di Enna, torna a riunirsi per decidere le azioni da intraprendere a fronte di una situazione che si fa ogni giorno più preoccupante e annuncia che perdurando questa situazione dal 4 dicembre verranno occupate tutte le sedi del Consorzio. I lavoratori al termine della riunione hanno deciso di proseguire lo stato di agitazione per la totale mancanza di certezze sui salari arretrati e sul futuro lavorativo.

«Siamo ormai esasperati dalla persistente mancata corresponsione degli emolumenti mensili - dicono - L’amministrazione consortile ha mostrato delle aperture verso questo profondo disagio dei dipendenti, ponendo in essere delle azioni amministrative e politiche volte ad ottenere dei risultati finalizzati al pagamento degli stipendi». I dipendenti attendono oltre 4 mensilità, con l’ultimo stipendio percepito che risale a luglio 2018. Il documento, trasmesso al direttore generale del Consorzio per la Sicilia orientale Fabio Bizzini, al commissario Francesco Nicodemo, al presidente della regione Nello Musumeci, ai competenti dipartimenti dell’assessorato regionale Agricoltura, alla residenza dell’Ars e ai deputati regionale del territorio, pone l’accento sulla situazione dei bilanci non approvati.

«Si ribadisce che la mancata approvazione dei documenti finanziari, il Bilancio di previsione 2018/2020 ed il Conto consuntivo 2016 e 2017, non può e non deve pregiudicare i trasferimenti regionali finalizzati esclusivamente al pagamento degli stipendi. Proprio a causa del profondo e grave disagio che stiamo vivendo già da diverso tempo - aggiungono - a decorrere da martedì 4 dicembre siamo disposti a mettere in atto ogni attività di protesta pacifica, compresa l’occupazione di tutte le sedi consortili e il blocco dei servizi, tra i quali la somministrazione idrica dell’Outlet di Dittaino e del Comune di Raddusa, pur di sollecitare l’intervento della Regione a effettuare i trasferimenti delle somme necessarie al pagamento di tutte le mensilità arretrate. Siamo pronti a porre in essere quelle azioni legali, compresa eventuale denuncia alla Procura, necessarie al recupero delle spettanze e alla tutela dei diritti».

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