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Dissesto Catania, arrivati i primi 5 milioni, salvi (per ora) gli stipendi

Dal Governo centrale la prima tranche dei finanziamenti per salvare il Comune. Ora si attendono i soldi della Regione

Dissesto Catania, arrivati i primi 5 milioni, salvi (per ora) gli stipendi

Ci sarebbero grandi novità in materia di fondi per pagare gli stipendi arretrati agli oltre 6 mila lavoratori pubblici. Da fonti altamente accreditate di palazzo di città arriva la notizia che ieri mattina ieri sarebbe arrivata nelle casse comunali la prima tranche, di oltre 5 milioni di fondi statali, del contributo di solidarietà che Catania ha sbloccato grazie all’approvazione del Rendiconto 2017. Gli altri 24 milioni 700 mila euro del fondo dovrebbero essere versati al Comune già oggi e permettere così di procedere col pagamento degli stipendi per comunali, lavoratori Partecipate e cooperative già a partire da lunedì.

“Frenata”, invece per i fondi regionali deliberati dal governo Musumeci in favore di Catania. Ieri l’Ars ha avviato l’esame delle variazioni di Bilancio, ma per la votazione finale non se ne parlerà prima di lunedì. L’unica notizia positiva che arriva dall’assemblea è che la legge in favore di Catania è già stata votata dalla commissione Bilancio e non sarà più bocciata, ma per avere materialmente in cassa anche queste somme bisognerà attendere il voto finale dell’assemblea. Da quello che emerge la Regione avrebbe dato il via libera a 8 milioni a fondo perduto per Catania e disposto lo stanziamento di una quarantina di milioni in favore di tutti i Comuni siciliani in dissesto. Sembra che il 60% di queste somme dovrebbero finire a Catania, sotto forma di anticipazioni 2019.

Sul fronte nazionale invece arrivano importanti novità: l’approvazione di un emendamento alla Camera in favore dei Comuni in dissesto e l’indiscrezione della preparazione di un «maxi emendamento» in Senato che conterrà anche la possibilità per i Comuni di inserire nella bolletta Enel la rata della Tari. Per Catania questa novità equivarrebbe al recupero di all’incirca 40 milioni di euro annui. Una grande manna per fare andare avanti la macchina amministrativa.

Sull’emendamento alla Camera denominato «Salva Catania» ieri il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani ha fatto delle precisazioni in una nota stampa: «Qualche deputato siciliano dell’opposizione in cerca di notorietà ha fatto circolare la voce di un passo indietro della Lega rispetto al cosiddetto emendamento “Salva Catania”. Nulla di più falso, l’emendamento c'è ed è stato anche approvato dalla Commissione Bilancio». Secondo il sottosegretario l’emendamento all’articolo 60, presentato dalla Lega, blocca le sanzioni per la violazione al patto di stabilità e al saldo di competenza per i comuni in dissesto che però hanno rinnovato i propri organismi nella tornata elettorale di giugno 2018. Una norma praticamente tagliata su misura per Catania che così riuscirebbe ad evitare sanzioni pesantissime e vedrebbe arrivare nelle sue casse circa 7 milioni di euro. «E' un provvedimento di buonsenso - evidenzia Candiani - perché le colpe della vecchia amministrazione comunale non possono ricadere sulla nuova. Stiamo mantenendo la nostra promessa al sindaco Pogliese e ai catanesi di non lasciarli soli in questa situazione difficile».

Soddisfatto anche il rappresentante della Lega nella giunta Pogliese, l’ass. Fabio Cantarella: «Ringrazio i deputati della Lega Cestari, Tiramani, Bellachioma, Vanessa Cattoi, Pretto, Frassini, Ribolla e Tomasi che in commissione bilancio si sono battuti per Catania come se fosse la loro città. E’ un importante segnale di attenzione che ci incoraggia e ci consente di procedere con serenità sulla strada del risanamento dei conti».

Sull’emendamento si sarebbe fatta confusione perché in precedenza ce ne sarebbe stato un altro del cdentrodestra poi ritirato. I “retroscenisti”, per questa vicenda, raccontano che un emendamento preparato da esponenti di Forza Italia sarebbe stato frenato dall’amministrazione Pogliese perché ne era stato disposto un altro dalla Lega. A questo punto l’emendamento di Fi sarebbe stato ritirato.

Sul fronte interno oggi la Giunta dovrebbe riunirsi per dichiarare il dissesto. Il Consiglio si prepara a fissare la data della seduta dove sarà approvata la delibera che certifica ufficialmente il default. La riunione si deve tenere entro il 15 dicembre. Subito dopo l’approvazione, l’atto sarà inviato al ministero che disporrà alla Prefettura la nomina di una commissione liquidatrice che avrà il compito di prendere in mano la massa passiva e aprire le transazioni con i creditori. Superato questo passaggio l’amministrazione sarà chiamata nei primi mesi del prossimo anno a preparare un bilancio equilibrato che passerà al vaglio dei tecnici del ministero. Sarà un punto fondamentale per avviare quel risanamento che sarà monitorato dal ministero. Proprio sui punti relativi al pagamento degli stipendi e alle mosse future Cgil, Cisl, Uil e Ugl da giorni chiedono al sindaco l’apertura di un tavolo di concertazione ce in assenza di risposte, oltre a proclamare lo stato di agitazione dei lavoratori hanno ipotizzato anche uno sciopero generale. Intanto giovedì 13 il prefetto Claudio Sammartino ha convocato un tavolo con i sindacati per esaminare la delicata situazione venutasi a creare a causa del default.

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