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Strasburgo, l'attentatore è braccato. Michela Giuffrida : «Ho avuto paura»

Mentre continua la caccia all'uomo che ha sparato al mercatino di Natale facendo, gli europarlamentari siciliani raccontano la notte di terrore

Strasburgo, l'attentatore è braccato. Michela Giuffrida : «Ho avuto paura»

STASBURGO -  Mentre a Strasburgo, ma anche in tutta la Francia e in Germania continua la caccia a Cherif Chekatt, 29 anni, il francese di origine nordafricana identificato come l'uomo che ha aperto il fuoco ieri sera al mercatino di Natale nella città sede del Parlamento Ue provocando tre morti e 13 feriti, chi ha assistito alla lunga notte di terrore racconta i particolari di questo attacco al cuore dell'Europa. Tra questi anche i parlamentari siciliani.

«C'era una persona che correva inseguita dalla polizia, è accorsa tantissima gente che urlava, ambulanze, volanti delle forze dell’ordine», ha raccontato l’eurodeputata Pd Michela Giuffrida, testimone della tragica notte dell’attentato al mercatino natalizio nel centro storico di Strasburgo, così come il collega Giovanni La Via che si trovava in un ristorante e che già ieri sera aveva riferito di aver visto l'attentatore.  

«Ero appena uscita dal Parlamento europeo, stavo attraversando il quartiere di Petite France per rientrare nel mio albergo, vengo bloccata da alcune persone che urlavano: "ferma, ferma. Non andare avantì"», racconta. L’inferno che si scatena, la caccia al killer, il fiume di gente che cerca di trarsi in salvo. «La polizia poi ci ha spinti dentro un pub e li ci hanno fatto barricare, dando ordine a tutti i locali delle strade limitrofe di dare rifugio ai passanti e chiudere le porte degli esercizi, perché era in corso la caccia all’uomo. Il mio bar però aveva le porte a vetri e siamo saliti al primo piano, dove siamo rimasti per quasi tre ore con il proprietario che ci aggiornava sull'evoluzione della situazione».

E aggiunge: «Siamo rimasti per tanto tempo, poi finalmente ci hanno detto che potevamo uscire ma con grande cautela, camminando lungo il muro della strada. Può immaginare la paura, il mio hotel è in quella zona, le strade deserte, tanti colleghi dell’Europarlamento sono rimasti dove si trovavano perché camminare per strada era a nostro rischio e pericolo, ma questo è normale». 

Il day after dell’attacco, la città appare triste e deserta, racconta l’eurodeputata che da politica ma anche giornalista è tornata nei luoghi colpiti. «Stamattina sono tornata a Place Kleber, ho trovato nella piazza un clima surreale: l’albero di Natale, le decorazioni in una piazza deserta, la gente che passava con paura, il clima di una città colpita e consapevole».

Ma per Giuffrida il terrorismo non può e non deve condizionare. «Stamattina sono al Parlamento Ue come sempre, sono venuta presto, la nostra giornata si svolgerà come sempre, votiamo una risoluzione sul terrorismo», incalza.

«L'attacco a Strasburgo è un attacco all’Europa, non a caso è avvenuto nei giorni della plenaria, in occasione inoltre del periodo natalizio, molto sentito nella città» osserva sottolineando che «di fronte al terrorismo serve una risposta ferma e decisa nel dire che l’Europa è più forte di tutti. Più che mai in questo momento bisogna riaffermare il principio di un’Unione unita, forte e che può difendere tutti».

Oggi l’Aula di Strasburgo «non è gremita, ma è comprensibile, poi dipende dalla sensibilità di ciascuno, ma siamo qui per non farci condizionare e lottare per un’Europa forte», conclude, mentre il presidente Tajani ha annunciato che l'Aula osserverà un minuto di silenzio in ricordo delle vittime.

Tra i feriti dell'attentato c'è il giornalista italiano Antonio Megalizzi. A quanto si apprende, le condizioni del 28enne originario di Trento sarebbero gravi. La Procura di Roma ha aperto una inchiesta sul suo ferimento.

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