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«Da anni ci picchiava e minacciava»
così i due ragazzi che con la madre hanno accoltellato il padre-padrone

Palermo, drammatico interrogatorio di Mario e Vittorio Ferrara davanti al Gip di Palermo, che alla fine si è riservato di decidere sulla convalida dei fermi

«Da anni ci picchiava e minacciava»così i due ragazzi che con la madre hanno accoltellato il padre-padrone

PALERMO - Anni di insulti, botte, umiliazioni: è drammatico il racconto di Mario e Vittorio Ferrera, interrogati dal gip di Palermo che oggi non ha convalidato il fermo disposto dalla polizia nei loro confronti e nei confronti della madre, Salvatrice Spataro, indagati per l’omicidio del marito e padre dei ragazzi, Pietro Ferrera. Per il giudice, il provvedimento non doveva essere disposto perché non ci sarebbe stato pericolo di fuga. Come chiesto dalla Procura, invece, il gip ha applicato a tutti e tre la custodia cautelare in carcere. Insieme alla madre Salvatrice Spataro, Mario e Vittorio Ferrera venerdì notte hanno assassinato con 33 coltellate Pietro Ferrera, ex militare riformato per problemi psichici.

I due ragazzi di 20 e 21 anni e la madre hanno confessato il delitto e raccontando il clima di terrore che si respirava in famiglia. «Ci picchiava - hanno detto -: una volta ha preso a ginocchiate nostro fratello minore che soffre di una grave malattia». Ferrera avrebbe minacciato più volte violenza nei confronti dei nonni dei ragazzi e delle famiglie delle loro fidanzate e questo li avrebbe convinti a non rivolgersi alle forze dell’ordine. Fino a giovedì scorso quando erano andati da una poliziotta a cui avevano raccontato tutto in attesa di presentare una denuncia formale.

Venerdì notte, dopo l’ennesima lite, la vittima avrebbe preteso un rapporto sessuale con la moglie che, stanca di subire, approfittando che l’uomo era disteso sul letto di spalle lo ha colpito al collo. L’uomo ha reagito aggredendola e a quel punto i figli sentendo le urla della donna sono intervenuti per difenderla colpendo il padre con dei coltelli da macellaio. Uno nella colluttazione si è anche tagliato il tendine di un braccio. La madre ha chiamato il 118.

E appunto Salvatrice Spataro si è sfogata si è sfogata col suo avvocato, Maria Antonietta Falco, prima di essere interrogata dal gip, dicendole che «il l carcere sarà sempre meglio della vita che ho fatto fino adesso».

«I miei assistiti - ha affermato il legale - hanno risposto a tutte le domande. Abbiamo tutto l’interesse che si comprenda soprattutto il clima di terrone nel quale hanno vissuto non solo loro ma tutta la famiglia. La minaccia era sempre la stessa: il marito diceva che avrebbe fatto una strage e avrebbe colpito tutti i familiari ad iniziare dalla nonna».

E ancora: «Ho chiesto che Salvatrice Spataro sia immediatamente affiancata da uno psicologo. Ha un aneurisma e in queste condizioni di stress potrebbe davvero essere molto pericoloso - aggiunge l’avvocato -. Va controllata a vista». I ragazzi hanno raccontato che più volte il padre era solito maltrattare la madre, a volte spegnendole addosso la sigaretta, per motivi futili. La famiglia era tenuta in condizioni di indigenza. Senza soldi e nella continua paura. «Mi sono appellata al giudice e ho chiesto di valutare ogni aspetto di questa vicenda che è unica - conclude l'avvocato -. Per questo motivo ho chiesto gli arresti domiciliari. I miei assistiti non hanno alcuna intenzione di fuggire. Sono incensurati. Non hanno neppure mai preso una multa». 

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