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Il legale delle sorelle Napoli accusa: «E' partita la macchina del fango»

La vicenda delle tre donne di Mezzojuso che hanno denunciato di aver subito minacce mafiose e di cui da da molti mesi si occupa la trasmissione "Non è l’Arena" su La7

Il legale delle sorelle Napoli accusa:«E' partita la macchina del fango»

PALERMO - «Puntualmente, dopo le coraggiose denunce delle mie assistite, le sorelle Anna, Gioacchina e Irene Napoli, che hanno messo allo scoperto il dramma fatto di vessazioni e ingiustizie subite nel corso degli anni, è partita, inesorabile, la macchina del fango». Lo dice in una nota l'avvocato Giorgio Bisagna che difende le tre sorelle di Mezzojuso (Palermo) che hanno denunciato di aver subito minacce mafiose e la cui vicenda è da molti mesi uno dei temi della trasmissione "Non è l’Arena" su La7. Le tre donne, peraltro, giusto oggi saranno ascoltate in commissione regionale Antimafia, mentre il sindaco di Mezzojuso ha presentato querela nei confronti dell’editore de La7, del conduttore di "Non è l’Arena" Massimo Giletti e dell’ex opinionista della trasmissione Klaus Davi. 

«Cominciano a spuntare infatti, attacchi calunniosi e diffamatori nei confronti del padre delle mie assistite, defunto dal 2006 e totalmente invalido dal 1998, volti a infangare non solo la sua persona, ma soprattutto per delegittimare l’operato delle sorelle Napoli, e, di riflesso, l’operato degli organi investigativi», spiega.

«Prima l’isolamento sociale di cui le mie clienti sono state vittime nel loro paese di residenza. Oggi si assiste a misure decisamente più forti, fatte di insulti e diffamazioni sui social e sui media ad opera di soggetti a caccia di visibilità. Le mie assistite non intendono subire oltre, ulteriori attacchi alla onorabilità loro, all’immagine del loro amato padre, e hanno già provveduto a presentare le prime querele», prosegue.

«Ho quindi ricevuto incarico di procedere, verso tutti coloro che si renderanno responsabili di attacchi diffamatori e calunniosi - conclude - il cui unico fine è la delegittimazione morale di chi, in una terra difficile come quella nostra, prova dire no a soprusi e arbitri, ricevendo in cambio isolamento fisico e denigrazione».

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