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Cronaca

Natale ai Caraibi? No, meglio in Sicilia Capodanno sold-out, ma il sole non basta

Di Carmen Greco

CATANIA - Sotto questo sole c’è poco da essere felici. Perché il clima “primaverile” di questo dicembre siciliano non basta ad attrarre turisti. Per “acchiappare” visitatori ci vuole ben altro che un cielo azzurro, un sole “a palla” e un vassoio di cannoli. Il turismo in Sicilia è orfano, da sempre, di una visione, di un programmazione che vada oltre il processo della destagionalizzazione per certi versi già avviato.

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«Il clima non è mai bastato - dice Nico Torrisi, ad di Sac (la società di gestione dell’aeroporto di Catania) e presidente regionale di Federalberghi - ma sicuramente aiuta, perché rispetto al passato le previsioni del tempo sono molto più attendibili e la gente si sposta in base a quelle. Negli aeroporti ormai già in primavera si registrano picchi simili a quelli di agosto, quindi la destagionalizzazione è un processo avviato e abbiamo lavorato tantissimo per mantenere voli tutto l’anno. In termini di salute turistica la Sicilia sta andando sicuramente bene, è inutile stare a lamentarsi. I turisti arriveranno soprattutto a Capodanno e rispetto allo scorso anno abbiamo molte più persone, il punto è capire dove diavolo siano, perchè stando ai dati ufficiali di tutti questi viaggiatori non si trova poi traccia nelle strutture ricettive registrate. In Sicilia ci sono ufficialmente circa 14 milioni di presenze l’anno, io stimo - e l’ho detto anche all’assessore al Turismo - che ce ne siano almeno il doppio. C’è un sommerso enorme, l’abusivismo è dilagante, ci sono molti B&b che hanno più dei venti posti letto al massimo consentiti e basta guardare su internet, non bisogna essere investigatori per capirlo. Che la Sicilia sia attrattiva è innegabile, quello che mi fa rabbia è che in un periodo di vacche grasse chi ne stia beneficiando sono i furbi, con il chiaro compiacimento di chi prima dovrebbe mettere delle regole e poi farle rispettare».

«Noi finora abbiamo goduto della congiuntura politico-internazionale che ha dirottato molti turisti in Sicilia, ma finito l’allarme sicurezza, saremo pronti a mantenere questi numeri, in termini di presenze? A me sembra che non stiamo facendo nulla - taglia corto Tiziana Gandolfo della storica agenzia di viaggi Grasso, ad Acireale che in 70 anni ha organizzato vacanze per generazioni di viaggiatori -. Il clima non può essere più la sola motivazione per un viaggio - continua - oggi le variabili sono altre, c’è chi cerca il sole, la cultura, moltissimi cercano l’enogastronomia, quello che ci potrebbe distinguere sarebbe l’evento particolare, se offri al turista qualcosa di unico allora sì che si sposta, altrimenti il bel tempo c’è da tante altre parti. Secondo me - continua - i voli di linea non sono sufficienti e a Natale sono “intasati” dai tanti studenti e lavoratori che rientrano in famiglia, tra l’altro a prezzi proibitivi, alcune delle mete ancora più richieste registrano anche la chiusura stagionale di tante strutture e quando chiudono gli alberghi a 5 stelle fino ad aprile, ovviamente ne risente tutto l’indotto. Attaccarsi al sole e al clima diventa un’idea preistorica di turismo. Fare turismo nei mesi di punta è facile, l’obiettivo è portare qui i turisti nei mesi più difficili. Così non controlliamo il mercato. Quando Ryanair mise i voli su Trapani, sembrava che fosse caduta la manna dal cielo. Appena Ryanair ha cancellato i voli, a Trapani non hanno più avuto quel flusso di turismo che li aveva entusiasmati. Del resto chi investe su tutto questo? La gioia non può essere i dieci giorni di caldo e di sole, ma un canale che costantemente si apra ai flussi turistici sempre, non solo sotto Natale e capodanno. È come vedere un ristorante pieno solo per le feste, ma quel ristorante deve campare 365 giorni all’anno».

Per Federica Eccel, direttrice marketing di Zash, il country boutique hotel tra l’Etna e il mare, a Risposto «sotto Natale il calo è fisiologico, tant’è che per capodanno abbiamo già molte prenotazioni. Secondo me quello che manca è una programmazione “concertata”. Se, ad un certo punto, in un polo turistico che attrae moltissimo come Taormina chiudono gli alberghi è un danno per tutti. Quest’anno, per la prima volta, Timeo e Nh di Taormina rimarranno aperti fino all’epifania quindi c’è un tentativo dei taorminesi di cambiare le cose, ma per il resto è il deserto dei tartari. Senza delle azioni concertate con tutti coloro che fanno parte del sistema turismo, il singolo operatore non può fare granché. Bisogna che il mondo sappia che la Sicilia è aperta tutto l’anno. Se andiamo a vedere quanti voli non esistono più da metà ottobre c’è da sentirsi fortunati che le persone vengano ancora a Catania e comunque l’aeroporto di Fontanarossa in generale, è messo molto meglio di quello Palermo in quanto a voli, che ci sono tutto l’anno».

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