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Dall'alba operazione dei carabinieri tra Catania, Ragusa e Caltanissetta: in esecuzione 37 arresti per droga

Operazione "Stella cadente" dei carabinieri con 150 militari in azione anche a Caltanissetta e Ragusa su disposizione del gip del Tribunale etneo che ha accolto una richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia

Dall'alba operazione dei carabinieri tra Catania, Ragusa e Caltanissetta: in esecuzione 37 arresti per droga

CATANIA - All'alba di oggi 150 carabinieri del Comando provinciale di Catania sono entrati in azione per eseguire un provvedimento restrittivo tra Catania, Caltanissetta e Ragusa emesso dal gip del Tribunale etneo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 37 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Le indagini, condotte dalla Compagnia Carabinieri di Catania Piazza Dante, hanno consentito di accertare l’esistenza di un’organizzazione criminale dedita alla vendita al minuto di sostanze stupefacenti in una delle zone cittadine catanesi storicamente controllata dalla famiglia mafiosa dei Santapaola e gestita sino al gennaio 2017 dal clan Nizza. 

Gli arrestati sono: Daniele Agostino Calaciura, di 31 anni; Alessandro Conti, di 26; Carlo Cutrona, di 36; Angelo De Luca, di 35; Simone De Luca, di 29; Manuel Antonio Di Benedetto, di 24; Antonino Drago, di 31; Ferdinando Faro, di 23; Omid Goodarzi, di 24, arrestato a Gela (Caltanissetta); Antonino Grasso, di 25; Davide Guerra, di 38; Dario Lo Presti, di 36; Mario Marletta, di 30; Salvatore Maugeri, di 23; Massimo Munzone, di 33; Vincenzo Napoli, di 25; Benito Pastura, di 28; Carmelo Cristian Patanè, di 25; Angelo Lucio Pescatore, di 37; Vanessa Pittarà, di 32; Nunzio Plandera, di 40; Michele Polizzi, di 35; Giovanni Maria Privitera, di 26; Pietro Privitera, di 38; Carmelo Scalia, di 27; Damiano Sparacino, di 28; Manuel Taglieri, di 23. A Conti, ai due De Luca, Napoli e Pescatore l'ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere perché già detenuti. I minorenni destinatari della misura cautelare sono: D. P., oggi di 19 anni; G.T., anch'egli oggi della stessa età, e S.C., oggi di 17.  Ai domiciliari sono stati posti Lorenzo Marco Cantone, di 27 anni; Andrea Ferruggia, di 29; Orazio Vicino, di 21, arrestato a Ragusa. Hanno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria Vanessa Ardito, di 32 anni; Mario Bonaventura, di 24; Salvatore Fazio, di 20; Giuseppe Scafaria, di 20.

Si aggirava intorno agli 11.000 euro al giorno, secondo quanto accertato dagli investigatori, la stima del volume di affari illeciti del sodalizio sgominato dai carabinieri del comando provinciale di Catania, che stamane in un’operazione denominata "Stella cadente" hanno azzerato una piazza di spaccio nel quartiere San Cristoforo del capoluogo etneo eseguendo una ordinanza cautelare a carico di 37 persone, tre delle quali minorenni, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti.

Le vendite di droga erano attive sin dal primo pomeriggio e proseguivano fino alle prime ore del mattino seguente. I particolari sono stati resi noti durante una conferenza stampa alla quale ha preso parte il procuratore per i Minorenni Caterina Aiello e il procuratore delle Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, che ha affermato: «La terza operazione che si fa in sette anni nel quartiere testimonia in maniera evidente l'inadeguatezza dell’attività giudiziaria. Sono molto contento per quello che è stato fatto ma ovviamente sono molto preoccupato perché non vorrei che da domani si ritornasse a formare questa attività e per evitare che questo succeda è fondamentale l’intervento di iniziative sociali e di prevenzione che devono essere svolte a tutti i livelli».

«Il prefetto - ha aggiunto Zuccaro - mi ha assicurato che verrà svolta un’attività preventiva con frequenti controlli da parte delle forze dell’ordine ma anche con attività sociali che possano sostituire il cattivo esempio che forniscono questi soggetti con altri esempi più produttivi perché l'attività giudiziaria da sola non è sufficiente, altrimenti, a riportare la legalità in quel territorio».

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