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Il plurilaureato senza un lavoro? La (mezza) bufala di Giacinto Canzona

La nostra, come altre testate, aveva pubblicato la storia di questo ex avvocato, sposato con figli, che lamentava la difficoltà di trovare un'occupazione nonostante i molteplici titoli di studio. Ecco cosa c'è di vero e di falso

Il plurilaureato che con 4 lauree non trova lavoro? La (mezza) bufala di Giacinto Canzona

Di non riuscire a trovare lavoro lo giura davvero. Così come assicura che siano vere le sue quattro lauree conseguite alla Sapienza di Roma (Psicologia, Storia e letteratura italiana, Scienze politiche e Giurisprudenza, entrambe queste ultime conseguite nello stesso periodo di studi, 1996-1998, come avrà fatto?) e dichiarate nel curriculum che ci ha inviato. Sembrava un “caso” umano, l’iperbole di un sistema italiano che non riesce a riconoscere il merito, invece la storia di Giacinto si è rivelata una (mezza?) bufala. Perché se è vero che il 45enne romano (classe 1974) non riesce a trovare lavoro nonostante le lauree che afferma di avere, è anche vero che pare essersi fatto terra bruciata da solo.

E forse lo dice lo stesso cognome, quello vero, che ha celato al momento dell’intervista con la nostra e con altre testate a cui aveva rivolto il suo ultimo disperato appello. Giacinto di cognome fa infatti Canzona, il che suona già come tutto un programma, e non Corona come si è invece spacciato. Questa volta gli abbiamo chiesto un curriculum, anche per fare delle elementari verifiche. Avremmo potuto chiederglielo prima di pubblicare, è vero e ce ne scusiamo con i lettori. Anche perché di Giacinto “Corona”, stranamente per uno che cerca disperatamente lavoro e così qualificato, non c’è traccia né su Facebook né tantomeno su Linkedin.

Giacinto Canzona, invece, è una vecchia conoscenza dei media, conosciuto come un fabbricatore di “fake news”, di bufale, già smascherato da qualche tempo. Per questo non poteva presentarsi col suo vero cognome. L’avremmo scoperto subito mettendo nome e cognome su Internet. Ne hanno scritto varie testate, come Dagospia e Giornalettismo che presenta pure l’elenco delle “fake” messe in giro da Canzona, ma già nel 2012 l’aveva smascherato (è proprio il senso di dirlo, visto che mandò in onda il suo volto) Striscia la Notizia. Per una di queste bufale è stato anche condannato a sei mesi.

Ex avvocato di Tivoli, 45 anni, tre mogli, tre divorzi e due figli di 15 e 5 anni, da anni non riesce più a trovare lavoro, nemmeno come operaio. Vive di una piccola pensione d' invalidità e dando lezioni private. Un gran creatore di “balle” che si dice pentito e che chiede una seconda chance. Perché, è chiaro, trovare un impiego con questa fama, non è certo facile. Giacinto, oltre al curriculum col suo vero nome, ci ha mandato anche il certificato che riconosce la sua invalidità civile al 60%, con diagnosi di “disturbo ciclotimico”, disturbo che rientra nel gruppo dei disturbi bipolari ed è caratterizzato dall'alternarsi di periodi ipomaniacali e periodi di lieve depressione. Una invalidità che da sé spiegherebbe molte cose. Ci ha mandato anche la dichiarazione di disponibilità al lavoro sottoscritta all’ufficio del lavoro e l’iscrizione al collocamento mirato presso il centro per l’impiego Roma Tiburtino con le qualifiche di segretario di studi legali e lavori di segreteria.

Detto questo, per rispetto dei nostri lettori, non ci resta che fare un sincero in bocca al lupo al vero Giacinto. Augurandoci che un lavoro, vero, lo possa prima o poi trovare. Magari in un ambito creativo. La fantasia, almeno quella, pare non gli manchi.

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commenti 1
  • SAFAB

    14 Gennaio 2019 - 12:12

    Cari giornalisti,appena la notizia è stata pubblicata,in un mio commento avevo avvertito subito che si trattava del contaballe italiano Giacinto Canzona e NON Corona. Mi sembra strano che nessuna abbia controllato prima la vericidità della notizia, anche perchè, bastava inserire il nome e cognome su google e tutto sarebbe venuto a galla, compreso lo scambio di cognome con Corona perchè fà più figo e richiama il Corona molto più noto. Che io sappia,alla base del giornalismo, c'è il controllo capillare della notizia,molto prima della messa in onda o della stampa, perchè si rischia di fare un giornalismo di riporto e non veritiero. Comunque,per consolarLa,sono state molte testate, anche più autorevoli, a cadere nell'imbroglio del Canzona. Lui c'è abituato ad inventare, ma voi , dall'alto della vostra attenzione e professionalità avreste dovuto accorgervene, perchè " bastava solo controllare prima ". Un caro saluto.

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