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Lavoro, in Sicilia in palio oltre 51mila posti
e c'è l'assurdo di figure che non si trovano

Indagine Unioncamere-Infocamere e Anpal sulle assunzioni a gennaio e nel primo trimestre: cresce l'occupazione stabile, in calo i contratti a termine. E ancora: servono più laureati e specializzati e meno profili generici

Lavoro, in Sicilia in palio oltre 51mila postie c'è l'assurdo di figure che non si trovano

PALERMO - Per chi cerca occupazione in Sicilia il momento è favorevole. Il mercato del lavoro nell'Isola apre il 2019 in progresso. Trascorso l’ultimo trimestre del 2018, nel quale il mese di dicembre ha trainato in alto il reclutamento di personale per fare fronte al surplus di ordinativi e di vendite, toccando quota 49mila ingressi, a gennaio il trend appare ancor più in crescita. È ciò che osserva l’indagine Excelsior condotta mensilmente da Unioncamere-Infocamere e Anpal, relativa alle intenzioni delle imprese di assumere a gennaio e nel primo trimestre, quindi fino al prossimo 31 marzo.

Così, rispetto alla rilevazione dell’ultimo trimestre del 2018, gli ingressi stimati a gennaio sono 18.120, cioè 2mila in più, e quelli previsti da gennaio a marzo sono complessivamente 51.310, anche in questo caso con un incremento di 2mila posti.
In buon aumento (33%) la percentuale di lavoro stabile offerto, che somma un 29% di contratti a tempo indeterminato, un 3% di apprendistato e l’1% di altre forme dipendenti. Resta comunque ancora prevalente il rapporto a termine (46%), ma in forte calo rispetto al 70% del trimestre trascorso, mentre la somministrazione si attesta al 7% e le collaborazioni salgono al 15%.

Ma l’indagine avverte un trend in aumento del fenomeno dei posti che restano vacanti. Infatti, la richieste delle imprese è sempre più di figure professionali qualificate, quindi al di fuori del probabile bacino che sarà interessato dal Reddito di cittadinanza. In pratica, servono più laureati e specializzati e meno profili generici, e ciò rende più difficile individuare i soggetti adatti alle esigenze dei datori di lavoro.

A livello nazionale, sono circa 442mila i contratti previsti dalle imprese nel mese di gennaio e saliranno a circa 1,2 milioni nei primi tre mesi del 2019. Tra gennaio e marzo 2019, alcuni settori come la moda, la metallurgia e la meccatronica e la chimica-farmaceutica, nel manifatturiero, e la filiera del turismo, nei servizi, si muoveranno in controtendenza, con aumenti delle posizioni lavorative messe a disposizione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Cresce, in termini percentuali, il fabbisogno da parte delle imprese delle professioni di elevata specializzazione e dei tecnici (dal 24% al 26% del totale delle entrate programmate), così come degli operai specializzati (dal 30,3% al 31,3%), mentre si riduce il peso delle professioni non qualificate (dal 14,2% al 12,6%) e delle professioni impiegatizie, commerciali e nei servizi (dal 31,5% al 30,1%). Proprio questa ricomposizione della domanda di lavoro intorno a profili più qualificati spiega l’aumento di 6 punti percentuali della difficoltà di reperimento (dal 25% di gennaio 2018 al 31% di gennaio 2019).

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