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Cronaca

Migranti, Sea Watch in difficoltà. Salvini: «Ci pensi Bruxelles»

Di Redazione

ROMA - «Abbiamo bisogno di un riparo, di un porto sicuro al più presto». E’ l’ennesimo appello-sos lanciato dalla nave SeaWatch3 che da 5 giorni si trova nel Mediterraneo con a bordo 47 migranti salvati al largo della Libia. «Domani - aggiunge la Ong tedesca in un tweet - è in arrivo una forte perturbazione da nord-ovest: è prevista tempesta. I nostri ospiti a bordo soffrono molto il freddo».

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Secondo i tracciati radar, attualmente la nave si trova tra Malta e Lampedusa. Ma l'Italia non sembra disposta ad aprire i porti a giudicare dalla risposta di Salvini arrivata con il seguente tweet: «Sea Watch sta navigando verso Malta e le condizioni meteo sono in peggioramento. E’ necessario che Malta la accolga nel proprio porto mentre l’Olanda, che chiede agli altri paesi di far sbarcare gli immigrati, sia pronta a collaborare con La Valletta per gestire lo sbarco e l'accoglienza con la regia di Bruxelles». 

Salvini oggi è tornato anche all'attacco delle Ong: «Ci sono evidenze di contatti telefonici tra alcune persone a bordo delle navi delle Ong e alcuni trafficanti a terra». Il ministro non va oltre ma poco dopo si capisce che non fa riferimento a inchieste passate e che sta parlando di informazioni provenienti o dagli 007 o dalle forze di polizia. Dunque di notizie ancora "coperte". «Li segnaleremo a qualche procura - sottolinea - sono cose che riguardano l’autorità giudiziaria e non il ministro». La risposta delle Ong arriva da Open Arms. «Salvini hai anche le prove dei contatti tra mafia, imprese italiane e trafficanti di petrolio libici? Perché gli statunitensi sembra le abbiano».

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