Elvira Amata vede oltre: «Il modello Taobuk per fare crescere il turismo in Sicilia»
L'intervista all'assessore regionale in occasione dell'apertura della XV edizione della kermesse a Taormina
A Taormina si vivono i giorni di Taobuk, il festival internazionale del libro cominciato ieri. La kermesse, ideata e diretta da Antonella Ferrara, taglia il traguardo della XIV edizione e affronta la sfida del tema “Identità” quanto mai urgente in una contemporaneità sconvolta da conflitti che issano la bandiera dell’ “io” contro l’ “altro”. Della manifestazione, e di altri eventi culturali quali strumenti di promozione della Sicilia, abbiamo parlato con l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata che ha le idee molto chiare su come procedere su questo terreno, facendo sistema con tutti gli enti siciliani capaci di coinvolgere il territorio, per raggiungere l’obiettivo principale: lo sviluppo dell’Isola.
Quali le ragioni di una collaborazione proficua e a prova di tempo fra Taobuk e la Regione Siciliana?
È un evento che abbiamo visto crescere nel tempo e che oggi ha raggiunto livelli di affermazione internazionale importanti. È fondamentale per noi promuovere il brand Sicilia attraverso manifestazioni di questa levatura che fungono da moltiplicatore, sia culturale che attrattivo. Oggi parlare di turismo è riduttivo, tanto che si parla di “turismi”, fra cui quello esperienziale enogastronomico cinematografico, di cui gli appuntamenti culturali diventano dei coagulanti. Il sostegno a Taobuk rientra a pieno nella strategia della di promuovere eventi per perseguire uno sviluppo economico ad ampio spettro. Gli intellettuali e gli ospiti internazionali che raggiungono Taormina nei giorni del festival diventano uno spot d’eccezione: molti di loro si fermano per le vacanze, altri ritornano, tutti restano incantati dalle bellezze artistiche, naturali e dalla capacità millenario della nostra terra di produrre cultura. E’ quel passa parola per ottenere un’operazione di marketing efficace che dalle mete più conosciute, quale Taormina, si irradia a quelle ancora tutte da scoprire.
Domenica prossima interverrà nell’ambito del panel dedicato ai rapporti fra letteratura e cineturismo, un comparto al quale tiene molto…
È meraviglioso il passaggio dalla lettura di un libro all’idea del prodotto cinematografico e l’attrazione verso il luogo della narrazione. Sosteniamo l’amore per il libro cartaceo – insidiato dalle nuove forme di lettura elettronica - quale oggetto di percezione sinestetica, da sfogliare da annusare e da guardare. Promuoviamo la scrittura e la capacità di generare audiovideo attraverso le case cinematografiche che vengono, girano, trovano set eccezionali e poi diffondono i film nei circuiti internazionali e veicolano la vera immagine della Sicilia, che è la bellezza senza tempo in tutte le sue declinazioni e capacità di emozionare. Penso, solo per fare un esempio, ai Leoni di Sicilia che sono stati distribuiti in oltre 50 paesi nel mondo. Facendo rete, attivando anche percorsi formativi che creino in loco figure altamente specializzate funzionali al cinema, l’obiettivo è la crescita quanto più omogenea possibile sul territorio regionale. Il nostro dato di partenza è il cosiddetto “effetto Montalbano” che ha raddoppiato le presenze turistiche in provincia di Ragusa. L’obiettivo è replicare e migliora il modello, perché la nostra bravura oggi deve anche essere quella di accompagnare i viaggiatori che arrivano per un evento verso le mete meno note ma altrettanto affascinanti. Abbiamo elaborato una programmazione strategica che va oltre l’equazione evento e luogo ospitante, ma punta all’effetto dell’espansione concentrica.
Quali altri eventi la Regione giudica strategici?
Ci sono tanti eventi di livello e il comune denominatore è sempre fare sistema, avvicinare i giovani alla cultura, ad esempio attraverso il Sicilia Jazz Fastival ci stiamo riuscendo. Mettiamo in rete le università, i conservatori, le istituzioni. In questo caso attraverso la musica avviciniamo gli studenti al Jazz e offriamo loro l’opportunità di esibirsi con artisti di fama internazionale, un’occasione che certamente ogni talento in formazione avrà sognato di vivere. Non escludo che il festival si possa articolare anche al di là della città di Palermo. Ma poi ci sono anche il Bellini International Contest oppure la Settimana di Musica Sacra di Monreale o tante altre manifestazioni attraverso cui, facendo sistema, promuoviamo i territori anche attraverso i luoghi magnetici che ospitano gli appuntamenti.