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Cronaca

Processo a Salvini, voto entro il 23 febbraio con l'incognita della decisione del M5s

Di Redazione

ROMA - «La mia relazione ha avviato il procedimento, poi ascolteremo l’interessato e farò una mia proposta: il tutto entro il 23 febbraio. Deciderà Salvini se mandare una memoria o venire di persona. Vorrei garantire il rispetto dei tempi e della procedura». Queste le  parole del presidente della Giunta per le Immunità di Palazzo Madama Maurizio Gasparri al termine della seduta sul caso della nave Diciotti che dovrà decidere se dire sì alla richiesta di processo per il ministro dell'Interno Matteo Salvini arrivata dal tribunale dei ministri di Catania.

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Entro una ventina di giorni si saprà quindi se il vice premier sarà processato per sequestro di persona aggravato o meno. Certo, l'assunzione di responsabilità da parte del premier Giuseppe Conte - secondo il quale le decisioni sui migranti sbarcati a Catania sono state prese collegialmente dal governo nella sua interezza - fa supporre che la posizione di Salvini si sia notevolmente alleggerita. Ma le prime dichiarazioni dello stesso Salvini che aveva annunciato di voler rinunciare all'immunità e di voler essere processato e il successivo dietrofront («il processo non va fatto») hanno creato qualche malumore soprattutto in casa M5s, dove c'è una base contro la "casta" che chiede di votare a favore dell’autorizzazione a procedere contro il ministro Salvini e i vertici del movimento che devono salvare l’alleanza di Governo.

«Alla luce degli atti abbiamo registrato la retromarcia di Salvini, la situazione é totalmente cambiata. In ogni caso la nostra posizione sarà compatta», ha detto senatore catanese del M5s Mario Michele Giarrusso al termine della prima riunione della Giunta per le immunità di Palazzo Madama sul caso Diciotti. Parole che comunque non hanno chiarito definitivamente la posizione dei grillini che a questo punto diventa decisiva.

Il presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, ha però avvertito il ministro dell'Interno: «Ascolteremo Salvini che porterà le sue argomentazioni, farà le sue citazioni sulla giurisprudenza ma è chiaro che dovrà seguire le procedure della Giunta: è evidente che non è una questione che si risolve con un video su Facebook o con una raccolta di firme». 

Ma, come detto, a parte la difesa di Salvini, è la posizione del M5S a restare un'incognita. Il movimento non ha finora espresso una linea ufficiale da tenere nella Giunta delle Immunità del Senato in merito all’autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier Matteo Salvini. Ma, al di là dell’aspetto politico del voto, l’iniziativa di presentare una memoria del premier Giuseppe Conte, del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro Danilo Toninelli alla medesima Giunta va interpretata in un senso preciso: quello di Salvini è un caso diverso dagli altri votati a Sant'Ivo alla Sapienza. «Qui non si tratta di una tangente, ma di un’azione di un governo di cui facciamo parte», spiega un parlamentare tra i più vicini ai vertici del Movimento. Di certo il dossier Diciotti preoccupa non poco i pentastellati. E nei corridoi parlamentari resta il «caso» del giorno. Con il rischio, almeno in Aula al Senato, di una spaccatura del gruppo. Perché, nel M5S, la «corrente» favorevole a votare sì all’autorizzazione resta ancora solida, alla Camera come al Senato.

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