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Vittoria: l'assassino della prof torna a casa, protestano i familiari

Scatena polemiche la concessione dei i domiciliari al bidello Salvatore Lo Presti che nel 2013 uccise l'insegnante Giovanna Nobile

Vittoria: l'assassino della prof torna a casa, protestano i familiari

VITTORIA  - La protesta della famiglia di Gianna Nobile, la docente di religione, uccisa nella sua scuola - la "Pappalardo" -  il 15 giugno 2013 dal bidello Salvatore Lo Presti, non si è fatta attendere dopo che il giudice di sorveglianza del Tribunale di Siracusa, ha deciso di concedere i domiciliari all’omicida per problemi di salute. «Ci riteniamo offese - scrivono in una lettera i familiari della docente - e ci chiediamo se chi ha deciso di applicare la detenzione domiciliare abbia accertato dove Lo Presti andrà a vivere, verificandone le condizioni di vita personale, familiare e sociale. Non solo da parenti della vittima, ma da cittadini chiediamo, con fiducia, che tale provvedimento possa essere revocato in segno di rispetto nei confronti di una donna innocente che non c'è più, di attenzione verso la comunità vittoriese e, infine, per gli italiani che ogni giorno sentono parlare di principi di giustizia e di certezza della pena, che vengono delusi da chi tali principi dovrebbe attuarli».

Salvatore Lo Presti sarebbe dovuto uscire dal carcere il 19 febbraio del 2029, invece sconterà agli arresti domiciliari i restanti anni della pena ricevuta per l’omicidio della professoressa. Lo Presti, ex guardia giurata e dotato di porto d’armi, oggi 75enne, affetto da gravissime patologie cardiache, assistito durante l'espiazione della pena dall’avvocato Giovanni Mangione, aveva chiesto nel mese di novembre 2018 di essere ammesso al più favorevole regime della detenzione domiciliare.

Il magistrato dell’Ufficio di sorveglianza di Siracusa Alessandra Gigli, ha accolto tale richiesta l’11 gennaio scorso giudicando le condizioni di salute di Lo Presti incompatibili con il regime carcerario. Lo Presti era detenuto nel carcere di Augusta, ma ultimamente era stato ricoverato presso l’Unità operativa Cardiochirurgica del policlinico “Vittorio Emanuele”, dove aveva subito un complesso e delicato intervento di rivascolarizzazione miocardica. Il magistrato di sorveglianza, esaminata la relazione sanitaria dei medici, ha ritenuto le condizioni di salute di Lo Presti incompatibili con il regime carcerario, considerata anche l’età avanzata, ed ha concesso la pena meno afflittiva della detenzione domiciliare.

L’omicidio della docente di Religione Gianna Nobile, moglie e mamma stimata e benvoluta in città e nell’ambiente scolastico, segnò una delle pagine più nere e drammatiche della storia di Vittoria. Salvatore Lo Presti non avendo ancora i requisiti per andare in pensione, svolgeva le mansioni di bidello nella stessa scuola dove insegnava la docente della quale si era invaghito. Il deciso rifiuto della professoressa fece scattare il raptus omicida.


L'interno della scuola dove fu uccisa Giovanna Nobile

 

Il 15 giugno del 2013 l’insegnante si trovava nella segreteria della scuola per firmare alcuni documenti. Lo Presti si armò di pistola e cominciò a sparare all’impazzata 6 colpi all’indirizzo della docente: 5 proiettili centrarono la donna, il sesto scheggiò la parete del muro. Seguì un processo tutto sommato breve.

Difeso dall’avvocato Mangione, Lo Presti chiese di essere giudicato con il rito abbreviato dal gup Claudio Maggioni, che lo condannò a 16 anni e 8 mesi di carcere. A fine pena, Lo Presti avrebbe dovuto osservare altri 5 anni di permanenza in una casa di cura e custodia. La difesa, presentò ricorso in Corte d’Appello di Catania la quale confermò la stessa condanna del primo grado: 16 anni e 8 mesi. Se non fossero subentrate le gravi condizioni di salute, Lo Presti sarebbe uscito dal carcere all’età di 85 anni.

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commenti 2
  • mirabellese

    11 Febbraio 2019 - 12:12

    non ci credo....ma come e' possibile che un animale del genere uccida una persona e solo dopo pochi anni si ritrova a casa a scontare la pena....ma che razza di giustizia abbiamo ..ma chi e' quel giudice che prende questa decisione...ma ha una coscienza....e' un padre....e' un marito....

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    • pulsar

      11 Febbraio 2019 - 16:04

      è possibilissimo, ma non è colpa dei giudici che devono applicare le leggi, ma di coloro, poco onorevoli, che le predispongono con tante scappatoie, perchè proprio ........LORO E I LORO AMICI ............conducono una vita poco virtuosa.........anzi...

      Rispondi

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