Palermo sotto scacco delle baby gang e l'arcivescovo non ci sta: «Vite piegate dalle nuove droghe»
L'ultimo episodio ha visto due bengalesi aggrediti e mandati in ospedale. L'omelia di mons. Lorefice
Quella della notte scorsa è solo l'ultima aggressione in centro, a Palermo: una baby gang ha linciato due uomini del Bangladesh che si trovavano in strada, nel quartiere della Zisa, la zona che ospita il monumentale castello dei re normanni, un gioiello architettonico sempre in difetto di cure. A colpire sono stati alcuni ragazzini per rubare qualche spicciolo. Gli aggrediti sono stati ricoverati con traumi al volto e in tutto il corpo e con il setto nasale rotto. Stavolta è toccato a due adulti, altre volte nel mirino delle baby gang sono finiti coetanei che s'attardavano nelle zone della movida, nell’area pedonale che ospita anche il teatro lirico della città, tra i luoghi più affollati di turisti.
Ad accerchiare i due bengalesi sono stati una decina di ragazzini, tutti a volto coperto, entrati in azione in un vicolo. Alle aggressioni, ormai quotidiane, si aggiungono i frequenti furti ai danni degli esercizi commerciali: vetrine sfondate, saracinesche scardinate per portare via denaro, generi alimentari e tutto quello che capita.
Un dato preoccupante, messo in risalto dall’ultimo report della direzione centrale della polizia criminale, evidenzia come al Nord i minori denunciati e arrestati risultano in diminuzione fra il 2022 e il 2023 (- 4,15 per cento), mentre a Palermo aumentano del 5,26 per cento. «Purtroppo sono fenomeni che, come dimostra la stessa cronaca con quanto successo in queste ore a Bologna, riguardano molte città metropolitane. Sono fenomeni che vengono controllati e contrastati dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Ci sono arresti e diverse indagini che in pochi giorni riescono a scoprire gli autori delle aggressioni. Ma non sono cose che si affrontano solo con la repressione, servono interventi a più livelli», spiega il prefetto di Palermo Massimo Mariani.
Per Mariani «occorre un’azione sinergica e continuativa che investa varie istituzioni. Il controllo del territorio e l’azione di contrasto proseguono e sono costanti, ma non possono essere le sole soluzioni per affrontare un problema così complesso».
Ad alimentare la criminalità c'è anche lo smodato uso di crack da parte dei giovani, una droga che si acquista a poco e che è diventata una piaga sociale, non a caso da qualche mese in alcuni locali dell’ex ospedale psichiatrico di Palermo è stato aperto un centro destinato ad accogliere gli assuntori di questa droga sintetica che ha effetti devastanti per la salute.