Il Tribunale di Ragusa cancella la multa alla Sea Watch. L'Ong: «Il Governo la smetta di ostacolare i soccorsi in mare»
Sospesa l'efficacia esecutiva dell’ingiunzione di pagamento
Nella serata di ieri l'equipaggio di Sea-Watch 5 ha salvato 50 persone in difficoltà in mare. Lo rende noto la stessa ong. L'imbarcazione in legno era stata avvistata e segnalata alle autorità dall'aereo da ricognizione di Sea-Watch, Seabird. Le persone soccorse sono a bordo della Sea-Watch 5 e sono in viaggio verso Civitavecchia, il porto assegnato dalle autorità italiane, 30 gennaio 2024. ANSA/US SEA WATCH +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
«Dopo che il 28 marzo il Tribunale di Ragusa aveva sospeso il fermo amministrativo di venti giorni comminato a Sea-Watch 5 in applicazione della cosiddetta legge Piantedosi, arriva una nuova vittoria legale per Sea-Watch. Il tribunale di Ragusa ha infatti sospeso l’efficacia esecutiva dell’ingiunzione di pagamento che era stata notificata alla Ong stabilendo che le modalità di intervento di Sea-Watch 5 non hanno creato alcuna situazione di pericolo». Ne dà notizia la stessa Ong.
«I giudici hanno inoltre stabilito che non corrisponde al vero l’accusa rivolta a Sea-Watch di avere disatteso indicazioni delle autorità libiche. A confermarlo è anche un report di Frontex che certifica come alle comunicazioni radio effettuate da Sea-Watch 5 le autorità libiche non abbiano mai risposto - si legge in una nota della Ong - Per quanto ci rassereni vedere le nostre ragioni confermate dai tribunali non possiamo fare a meno di denunciare come l’applicazione arbitraria della legge Piantedosi continui a produrre i propri effetti, bloccando le navi nei porti e impedendogli di raggiungere l’area delle operazioni nonostante non ci sia niente da sanzionare. A questo si aggiunge il tentativo, tramite il nuovo decreto Flussi, di bloccare anche i nostri aerei in modo da impedire qualsiasi forma di monitoraggio di quanto avviene nel Mediterraneo - conclude la nota - Il governo italiano deve smettere di criminalizzare e ostacolare il soccorso in mare e la documentazione delle violazioni dei diritti umani che avvengono nel Mediterraneo centrale».