Assoluzione Salvini, le reazioni della politica: «Ora i giudici non sono più zecche rosse?»
Il deputato di Avs Bonelli interviene sul rapporto tra il ministro e la Giustizia, mentre Renzi parla di «Buona notizia». La presidente Meloni di «grande soddisfazione»
Dopo l'assoluzione di Salvini sul caso "Open Arms", arrivano le prime reazioni politiche. «Le sentenze si rispettano e questa dimostra che i giudici agiscono nella loro autonomia. La destra non potrà dire che sono "zecche rosse", affermazione purtroppo usata molte volte. Rimane inalterato il nostro giudizio politico: Salvini non ha difeso i confini dell’Italia, ha tenuto per settimane in mezzo al mare 147 naufraghi tra cui donne e bambini per meri calcoli elettorali». Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Sul caso interviene anche Matteo Renzi su X (ex Twitter): «L'assoluzione di Matteo Salvini è una buona notizia e non possiamo che esserne contenti. È la conferma che la strada è difendersi nel processo e non dal processo. La condanna di natura squisitamente politica per la sua gestione migratoria tuttavia resta».
«Grande soddisfazione per l'assoluzione del vice Presidente e ministro Matteo Salvini nel processo Open Arms. Un giudizio che dimostra quanto fossero infondate e surreali le accuse rivoltegli». Lo dichiara la
presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
«La nostra critica alle scelte di Meloni e Salvini oggi come ieri è tutta politica e non cambia di
un millimetro perché è sulla politica che li batteremo. Le sentenze si rispettano sempre, a differenza di quanto fa la destra, e la nostra dura opposizione alle loro scelte continuerà». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein commentando la sentenza.
«Sono infinitamente felice per Matteo Salvini. Ma soprattutto, da cittadino e da ministro, sottolineo l'importanza di questa sentenza che riafferma un principio importantissimo: non si può mettere sotto processo la linea politica di un governo. Di questo si stava parlando a Palermo. E la verità è che la strategia contro l’immigrazione irregolare attuata dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini rappresentava coerentemente la linea politica del Governo Conte 1, collegialmente perseguita dall’esecutivo con il sostegno della maggioranza parlamentare. I magistrati hanno evidentemente
riaffermato questo principio che è fondamentale per assicurare un corretto rapporto tra i poteri dello Stato». Lo dichiara il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
«I giudici sono un potere autonomo, è bene che tutte le forze di centrodestra lo tengano ben presente
quando pensano di aver ragione e quando hanno un’opinione contraria. Prendiamo atto di questa sentenza, va rispettata e potrà essere commentata quando sarà depositata. Io quel che ho detto l’ho detto da testimone». Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, presidente del Consiglio all'epoca dei fatti.
«Sono felice per Matteo Salvini, finalmente viene riconosciuta l’infondatezza di un processo che a mio avviso era veramente assurdo. Non solo perché ai sensi dell’articolo 40 del codice penale il procedimento avrebbe dovuto vedere coinvolto anche l’allora Presidente del Consiglio, ma anche perché era incomprensibile in che modo potesse essere contestato il sequestro di persona. Su quella nave gli immigrati erano assistiti, erano liberi. Non era certo una nave da crociera, ma non era una prigione. Era un processo nato male, senza un’imputazione credibile, ma per fortuna si è concluso nel migliore dei modi». Così il vice ministro alla Giustizia e senatore di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto.
Sul caso interviene anche il segretario di Avs Nicola Frtoianni: «Noi siamo abituati, a differenza della destra italiana, a rispettare sempre le sentenze. Questo non cambia di una virgola il nostro giudizio politico sulle scelte di allora, sulle scelte di oggi. Leggo che Salvini dichiara che chi ha pensato di usare i migranti per fare politica oggi ha perso. Vorrei ricordargli sommessamente che se c'è qualcuno che ha usato i migranti per interessi politici in questi anni è lui. È sempre stato lui».
Il Capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri: «Avevo ragione io ed avevano torto quelli che hanno bocciato la mia relazione di Presidente Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, che aveva valutato il comportamento dell’allora Ministro dell’Interno Salvini, definendolo totalmente legittimo e conforme alla Costituzione e a ruolo del Ministro dell’Interno dell’epoca. Hanno votato contro quelli del Pd e i grillini solo per pregiudizio politico e non valutando i fatti. Purtroppo, l'uso politico della giustizia ha visto il parlamento protagonista con un atteggiamento di prevaricazione delle sinistre, che hanno bocciato il mio lavoro in giunta per poi prendere in Aula una decisione abnorme, illegale ed incostituzionale. Esprimo soddisfazione per la assoluzione di Salvini, che avevo già proposto in sede parlamentare. E abbraccio l’allora Ministro dell’Interno Salvini. Io avevo ragione e i colleghi senatori che hanno votato contro la mia proposta hanno fatto un’azione politica faziosa contro la verità e la Costituzione. Questa gente si deve vergognare, ma non accetterei le scuse di persone che hanno confuso la loro penosa condizione con la verità del diritto. Avevo ragione e lo dirò in tutte le sedi. Vergogna su quelli che mi diedero torto, violando ogni norma e ogni regola».
«Voglio esprimere la mia soddisfazione e di tutto il gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera per l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms. Una sentenza di buonsenso che riafferma il principio che spetta al governo e non ai giudici la difesa dei confini e la scelta delle politiche sull'immigrazione. Un grande abbraccio a Matteo Salvini che ha saputo affermare questo principio a costo di 3 anni di processo». Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami.
«Il Tribunale di Palermo con la sentenza di piena assoluzione per Matteo Salvini ha ristabilito la verità e messo fine ad una vicenda surreale dove un ministro era sotto accusa per aver contrastato l’immigrazione illegale. Sono felice per Matteo ma anche per l’intero Paese che si lascia alle spalle un processo che non sarebbe mai dovuto iniziare». Lo dice il deputato Nino Minardo, presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.
Per Giorgio Mulè (FI): «Il tribunale di Palermo con la sentenza di assoluzione ricorrendo alla più ampia delle formule nei confronti di Matteo Salvini riconosce da una parte la correttezza di quanto avvenne nell’agosto 2019 e dall’altro il primato della politica e della responsabilità del governo. A Matteo Salvini un abbraccio alla luce di un verdetto che gli restituisce, anche dal punto di vista giudiziario, quella serenità turbata dall’inchiesta».
Sul caso anche la ex presidente della Camera Laura Boldrini: «Il tribunale di Palermo con la sentenza di assoluzione ricorrendo alla più ampia delle formule nei confronti di Matteo Salvini riconosce da una parte la correttezza di quanto avvenne nell’agosto 2019 e dall’altro il primato della politica e della responsabilità del governo. A Matteo Salvini un abbraccio alla luce di un verdetto che gli restituisce, anche dal punto di vista giudiziario, quella serenità turbata dall’inchiesta».
«I magistrati hanno svolto il loro ruolo e ritengo sia importante aspettare le motivazioni. L'assoluzione, però, non può prestare il fianco a facili strumentalizzazioni. Questa vicenda non deve e non può rimanere chiusa nelle aule di un tribunale. Richiama a una precisa responsabilità etica e politica: le vite dei migranti si salvano, le ong non si criminalizzano». Così Leoluca Orlando, europarlamentare di Avs commentando la sentenza d’assoluzione del ministro e vice premier Matteo Salvini. «Salvini - aggiunge Orlando - ha utilizzato questo processo contribuendo a minare la credibilità delle istituzioni e l'assoluzione, di certo, non cancella comportamenti inaccettabili in spregio della vita umana».
«La sentenza di Palermo ha finalmente fatto giustizia e sgomberato il campo da qualsiasi mistificazione: l’assoluzione del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini rappresenta una notizia positiva per tutto il Paese. L’unica strada possibile per sanare un vulnus che avrebbe aperto un pericoloso precedente: quello di condannare un Ministro per aver esercitato le sue funzioni e per aver messo in campo politiche di contrasto all’immigrazione clandestina legittime e necessarie. Non abbiamo mai avuto alcun dubbio sull'esito della sentenza. Un abbraccio al Ministro Salvini che ha affrontato la vicenda con determinazione e coraggio": lo dichiara in una nota il senatore questore dell’Udc Antonio De Poli.
«L'operato del ministro Matteo Salvini nel caso Open Arms è stato pienamente in linea con l'interesse del Paese. Ha agito per proteggere la sicurezza e difendere la sovranità dell’Italia. La Ong Open Arms ha rifiutato di seguire le indicazioni di Stati sovrani come Malta, Spagna e Italia». Così in una nota il deputato e vice ministro al Mit Edoardo Rixi. «In particolare - sottolinea Rixi - dal 18 agosto 2019 c'era un preciso ordine del governo di Madrid che intimava di dirigersi in Spagna: Open Arms si è rifiutata quindi di obbedire a un ordine di uno stato sovrano. Il risultato è uno spreco di denaro dei contribuenti italiani che grida vendetta con 24 udienze a Palermo, 3 anni di processo e 45 testimoni. Il ministro Salvini ha sempre operato per proteggere l’Italia da dinamiche che rischiano di minare la nostra sicurezza e il nostro futuro. Difendere i confini non è reato» conclude.
«Salvini assolto da tutte le accuse, finalmente giustizia è fatta. Dopo tre anni, con numerose udienze, la sentenza di oggi rende giustizia all’operato del ministro che ha agito nell’interesse del Paese, con grande senso di responsabilità. Dopo 5 anni e numerose udienze possiamo affermare che la verità dei fatti è stata ristabilita e, nonostante la sinistra abbia sempre cercato di mettere in evidenza situazioni non corrispondenti al vero, Salvini ha agito secondo giustizia». Lo afferma Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc.
«Le sentenze si rispettano, cosa che il governo non fa di solito, ma resta tutto il fallimento delle politiche sue e del governo Meloni sull'immigrazione, che finora non hanno portato a nulla se non a uno sperpero di denaro pubblico come nel caso dei centri in Albania: né una diminuzione dei flussi, né maggiore sicurezza nelle città, tantomeno positiva integrazione. Resta la responsabilità politica di aver tenuto bloccate 147 persone in mare per 20 giorni. Di certo, Meloni e Salvini ora potranno smetterla di recitare la parte della vittima urlando alla magistratura politicizzata quando vedono smontati i loro decreti e i loro provvedimenti sadici, raffazzonati e contrari al diritto». Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
«Oggi a Palermo, una sentenza giusta. La vittoria di tutto il Paese. Come abbiamo sempre sostenuto, difendere i confini e la nostra sicurezza nazionale non è un reato, ma un dovere. Salvini ha sempre agito nell’esclusivo esercizio delle sue funzioni a tutela dell’Italia. Sono soddisfatto e felicissimo per Matteo che tutta la Lega Sicilia abbraccia». Così in una nota il senatore siciliano e commissario regionale della Lega Nino Germanà, vicepresidente del Gruppo a Palazzo Madama.