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Strage di via D’Amelio, il pentito Calcara chiede di essere ascoltato

Di Redazione |

MARSALA. Il pentito Vincenzo Calcara ha chiesto, tramite il suo legale, l’avvocato marsalese Antonio Mariano Consentino, di essere ascoltato dalla Corte d’Assise di Caltanissetta nel processo che per la strage di via D’Amelio, a Palermo, che vede imputato il boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro.

Oltre che alla Corte d’Assise, il pentito originario di Castelvetrano, che sottoscrive la lettera firmata e inviata dal suo legale, rivolge analoga richiesta anche al procuratore della repubblica presso il Tribunale nisseno, dove è in corso il processo che per il «depistaggio» seguito all’attentato in cui, il 19 luglio 1992, morirono il procuratore Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, e che vede imputati i poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, accusati di calunnia con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra.

«Vincenzo Calcara – scrive l’avvocato Consentino – era l’uomo «riservato» della famiglia Messina Denaro di Castelvetrano, cui era stato affidato il compito di uccidere il giudice Paolo Borsellino quando questi era Procuratore capo a Marsala. Calcara ha sempre raccontato tutto quello che accadeva negli anni 90 nelle famiglie mafiose, in particolare in quella di Trapani. Oggi il suo lavoro continua con il fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore». L’avvocato Consentino prosegue affermando che nelle motivazioni di diversi processi «è dimostrata la piena attendibilità di Calcara nonostante i numerosi tentativi di screditarlo». COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA