Ai Comuni 13,4 milioni per eventi e sagre: niente rendiconto, basta una “firmetta”
I fondi dell’Ars. Un decreto dell’assessorato al Turismo liquida i contributi diretti: i destinatari
Fatta la legge (anzi: la “nobile” regola per scansare critiche e prevenire scandali), trovato l’inganno. Alla luce del sole. Con una non proprio trascurabile zona d’ombra. La parola «rendicontazione» non appare da nessuna parte. In un decreto di 20 pagine, non c'è mai una volta in cui si chieda di documentare come sono stati spesi i soldi ottenuti. Più che una nuova puntata della storia delle mancette nei fondi dello spettacolo, è un aggiornamento. Un (geniale) upgrade: i contributi diretti che la Regione ha previsto, nel collegato alla finanziaria 2025, di trasferire ai Comuni sono stati impegnati e sono in corso di liquidazione. In tutto 13,4 milioni che stanno per essere incassati da decine di fortunati sindaci. Quello degli enti locali era, del resto, l'escamotage trovato dall'Ars per salvare regali e regalini, dopo il cosiddetto "caso Auteri" dei fondi alle associazioni di parenti e amici. Un sistema che, come dimostrato da un'inchiesta a puntate pubblicata su La Sicilia, era decisamente più che bipartisan: multipartisan, per l’esattezza.
Usciti dalla porta entrano dalla finestra
E così i fondi destinati a eventi, spettacolini e sagre, usciti dalla porta dell’Ars, rientrano dalle finestre dei municipi. Sparite onlus, associazioni e forme privatistiche varie in uno slancio moralizzatore, nella legge di bilancio approvata in Sala d'Ercole nottetempo (quasi letteralmente tra Natale e Santo Stefano), erano spuntati i destinatari “pubblici”: parrocchie, fondazioni e, soprattutto Comuni. Alcuni dei quali beneficiari di stanziamenti diretti plurimi. All'articolo 5 della legge regionale 3/2025, quella figlia del famigerato “maxi-emendamento” con il budget a disposizione di deputati regionali di maggioranza e di opposizione, prima di un lunghissimo elenco, si leggeva l’oggetto: «Trasferimenti agli enti locali per promozione turistica, sportiva, culturale e attività di marketing. Interventi in favore dei teatri per la realizzazione dei programmi artistici, adeguamenti alle normative sulla sicurezza nei luoghi pubblici, manutenzione ordinaria e sostituzione arredi e corredi». Lì dentro, divisi in cinque capitoli di spesa, c'erano trasferimenti per 14.794.000 euro, per il solo 2025. Da spendere entro il 31 dicembre di quest'anno.
Bonifici in mezza Sicilia
Proprio in virtù di quell'articolo, la Regione ha fatto partire i bonifici per i municipi di mezza Sicilia. Per lo più per «realizzazione di manifestazioni turistiche e promozionali». Niente di nuovo sotto il sole, le cifre erano già state spulciate. Ed erano già emersi i 400mila euro destinati ad Acireale, i 300mila per Gela e il Libero consorzio comunale di Ragusa, i 200mila per Noto, Maletto e Ramacca, i 250mila per Augusta, i 150mila per Bronte, Modica e Floridia, i 140mila per Caltanissetta, i 135mila euro (per «attrazioni turistiche») a Pachino, i 120mila per Gualtieri Sicaminò e i 100mila per Biancavilla, Gravina di Catania, Mineo, Motta Sant'Anastasia, Portopalo di Capo Passero, Pozzallo, Ragalna, Rosolini, San Cono, Santa Ninfa, Spadafora e Troina. Solo per citarne alcuni, quelli con oggetto “non meglio identificato”.
Ad alcuni di questi municipi, poi, sono arrivati anche soldi con una finalizzazione più precisa: 50mila euro per i “Biancavilla Games”, 20mila euro per la sagra del pesce di Augusta, 200mila euro per il Festival del lavoro 2025 di Caltanissetta. A cui, parlando di eventi finanziati dal Turismo, non possiamo non sommare i 100mila euro a Piana degli Albanesi per la manifestazione “Le radici del cannolo”, a cui si aggiungono 20mila euro per la «promozione turistica» e 85mila per la «promozione del territorio». Un triplete simile a quello di Piazza Armerina: 200mila euro per il Palio dei Normanni, 75mila per la «valorizzazione territoriale» e 40mila per la «promozione culturale».
Denaro in mille rivoli
Si era scritto nei mesi scorsi: disperdere lo stesso denaro tra decine di amministrazioni pubbliche rende poi difficile ricostruire i destinatari finali delle somme. Che rimangono sparsi tra determine dirigenziali e delibere di giunta diffuse negli albi pretori di ciascun municipio. Una speranza di verifica poteva arrivare dalla rendicontazione. Ma la scappatoia arriva facilmente dall'articolo 6 del decreto 498/S6, firmato dal dirigente del Servizio 6 “Manifestazioni, spettacolo e iniziative turistiche” dell’assessorato, che fa partire i bonifici: entro 60 giorni «dalla fine degli interventi», si legge, le amministrazioni pubbliche beneficiarie del trasferimento devono «trasmettere al dipartimento regionale del Turismo un'attestazione, a firma del legale rappresentante, con la quale si dichiara il totale impiego delle risorse e il rispetto delle finalità». Basta, cioè, una lettera. Con una “firmetta” del sindaco, che autocertifica il possesso dei requisiti minimal richiesti dalla legge. Come a Pachino, nel caso raccontato nella nostra edizione di Siracusa. Con il contributo di 136mila euro «per il borgo marinaro di Marzamemi per la promozione turistica attraverso la partecipazione a eventi di rilevanza nazionale e internazionale al di fuori del territorio regionale», il Comune ha deliberato 65mila euro (oltre Iva al 22%) alla Marcello Cannizzo Agency per una campagna di promozione scelta fra più offerte e 57.950 (compresa Iva al 10%) all’associazione culturale Gianfaby Production di Balestrate, in provincia di Palermo, con affidamento diretto.
Adesso, visto che la Regione ha rinunciato a qualsiasi controllo accontentandosi dell’attestazione dei sindaci, toccherà ai media spulciare i siti di decine e decine di enti. Perché quei soldi possono essere andati ai soliti noti. E chi s'è visto, s'è visto. O quasi.