L'assunzione del nipote e le consulenze allo staff: tutte le accuse all'assessore Elvira Amata
Le indagini per corruzione che hanno travolto il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno hanno coinvolto anche l'autorevole esponente del Governo regionale
C’è anche Elvira Amata. L’assessora regionale al Turismo è indagata per corruzione in uno dei filoni dell’inchiesta della Procura di Palermo, aperta a gennaio 2023 dopo l’esplosione dello scandalo Cannes, in cui è coinvolto anche il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno.
Ma i fondi allegri della Regione per gli eventi “lussemburghesi” sulla Croisette stavolta non c’entrano. O almeno non in modo diretto. Perché il coinvolgimento di Amata (a cui lo scorso gennaio è stato notificato dalla guardia di finanza l’avviso di proroga delle indagini che la riguardano) è una sorta di intersezione fra la matrice dell’inchiesta e i suoi più recenti sviluppi noti alle cronache.
Il ruolo di Sabrina De Capitani
Anche in questo contesto riveste un ruolo chiave Sabrina De Capitani, l’ormai ex portavoce di Galvagno (s’è dimessa ieri), fra i nove indagati del filone corruttivo legato a contributi per eventi culturali a fondazioni ed enti, in cambio di incarichi e altre utilità. De Capitani, già consulente di Patrick Nassogne (fotografo titolare della Absolute Blue, destinataria di 5,8 milioni di fondi del Turismo), sin dallo sbarco in Sicilia per diventare presto la «califfa» di Palazzo Normanni aveva uno scopo. Quasi un’ossessione. «Continuare a fare cose fighe, a livello di progetto» al Turismo, «siccome è di Fratelli d’Italia», dov’era stata già introdotta dall’ex assessore Manlio Messina, che non risulta fra gli indagati. E così, ad esempio, nasce l’ulteriore idea di fare «una cosa figa anche per Elvira». La nuova titolare delle deleghe al Turismo, dopo la cacciata di Francesco Scarpinato dopo il caso Cannes.
Entrano quasi subito in feeling, tant’è che l’assessora le chiede consigli, visti i suoi contatti in Mediaset, su come fare partecipare una ragazza al programma di Maria De Filippi. De Capitani le propone un servizio su “Vogue” per promuovere la Sicilia in un magazine patinato e fa da tramite con una sua amica “referente” per un contributo di 10mila euro. Magari con un bando su misura.
La prudenza di Elvira
Ma non se ne sarebbe fatto niente, nonostante i buoni uffici dell’ex vicecapo di gabinetto Pippo Martino, oggi segretario particolare di Amata. Anche perché l’assessora «dopo il caso Cannes» è molto più cauta sugli affidamenti diretti. Nonostante venga considerata dagli investigatori, almeno in una fase iniziale, «attenta esecutrice» delle «direttive» che le arriverebbero da Messina, ma anche da Galvagno. Amata si sarebbe mostrata più disponibile del suo predecessore Scarpinato (un fedelissimo adepto della “corrente turistica” di FdI) per dare un ruolo in assessorato a Filippo Geraci, molto stimato dall’ex meloniano Carlo Auteri oltre che dallo stesso Messina, fra i primi fan del rapporto tra il Turismo e l’Absolute Blue.
Ma la svolta nelle indagini su Amata arriva quando il “sistema Cannes” s’incrocia con il cerchio magico di Galvagno. L’assessora, magari stimolata dal «fare cose fighe» di De Capitani, entra in contatto con Marcella Cannariato. La moglie di Tommaso Dragotto, patron del gruppo Sicily by Car, indagata nell’inchiesta di Palermo. Le due donne si conoscono, si incontrano, si frequentano. Fino ad arrivare alla più pesante delle contestazioni ad Amata.
L'assunzione del nipote di Amata
Un’ipotesi di corruzione legata all’assunzione del nipote dell’assessora al Turismo, Tommaso Paolucci, in una delle società del gruppo Dragotto, la A&C Broker (la stessa in cui avrebbe dovuto avere una consulenza una cugina di Galvagno), ricevendo come contropartita, secondo gli investigatori, un contributo di 30mila euro dal Turismo per l’evento della Fondazione Bellisario (non coinvolta nell’inchiesta), di cui Cannariato è referente per la Sicilia, “Donna, economia e potere” nell’ottobre 2023. Una delle manifestazioni oggetto delle accuse per Galvagno&C. per l’apericena da 10mila euro. Tra le «utilità» ancora al vaglio delle fiamme gialle ci sarebbe la disponibilità, seppur limitata nel tempo, di un alloggio a Palermo per l’assessora individuato dalla stessa.
I soldi alla Fondazione Dragotto
L’altra accusa sul tavolo dei pm sarebbe legata ai contributi per altri eventi della Fondazione Dragotto finanziati dall’assessorato, fra i quali “Un Magico Natale”. Fra le conversazioni contenute nelle 195 pagine dell'informativa della guardia di finanza depositata al Riesame di Palermo ce n’è una proprio su questa iniziativa. Cannariato confida all'assessora che vuole stipulare una polizza assicurativa per poter avere i soldi anticipatamente considerando che la Regione sborserà i fondi solo dopo la rendicontazione. Ma il Natale, più che magico, è disastroso. Anche Amata lo ammette candidamente: «Niente, terribile […] e non oso pensare a Catania, non è meglio che l’annullano […] restituiscono tutto"».
Ma l'uomo chiave («dell'utilità» nel patto corruttivo) sarebbe Martino. L’ex capo di gabinetto vicario dispensa consigli a Lady Dragotto, che più volte afferma di avere bisogno di lui, sapendo che il suo tempo «non è gratis». L’interlocutore afferma di sentirsi «già dentro come un consigliere». Per i finanzieri sarebbe il preludio della promessa di un futuro incarico. Martino anzi chiede direttamente a Cannariato quando vorrebbero fare questo passaggio come «consigliere». La risposta sarebbe stata entro il 31 dicembre. L'intercettazione è del 10 ottobre 2023. Quattro mesi dopo – e cioè febbraio 2024 – Martino parla con “Donna 15” e le spiega come ha ottenuto la consulenza. Superando anche ostacoli burocratici. Il contratto da 3.000 euro per la consulenza legale e tributaria, infatti, sarebbe stipulato a nome dello studio della figlia. «Mi disse (Cannariato, ndr) “tua figlia mi fa la fattura e io ogni dieci undici del mese successivo gli faccio… gli faccio il bonifico”, capito». Metà del compenso, 1.500 euro sarebbero dovuti andare a un’ex componente dello staff di Amata. Uscita a gennaio, mentre Martino è rimasto col nuovo ruolo di segretario particolare.
Amata: «Sono serena e fiduciosa»
L’assessora al Turismo, interpellata da La Sicilia, dice di essere «molto serena e fiduciosa», ma precisa di non aver approfondito di contenuti delle accuse. Infatti nell'avviso di proroga era solo indicato l’articolo dell’ipotesi di reato. «Lo scorso gennaio - afferma l’avvocato difensore Sebastiano Campanella - abbiamo preso atto della notifica della proroga , in cui non è indicato il particolare delle contestazioni. Non possiamo nemmeno escludere che la procura abbia assunto decisioni di tipo favorevole nei confronti dell’indagata come una richiesta di archiviazione. Che, se nel frattempo fosse stata accolta dal gip, comunque non ci sarebbe neanche comunicata».
La sorpresa di Schifani
Renato Schifani non ne sapeva niente. L’assessora non l’aveva informato delle indagini a suo carico. E il silenzio che esce da Palazzo d’Orléans (oggi il governatore non dovrebbe essere presente in aula all’Ars per l’intervento di Galvagno) testimonia il clima di tensione che si respira a Palermo. Dove l’altro sentimento diffuso nei palazzi è la paura. Per un’inchiesta che, nata dagli sciali di Cannes, sta ricostruendo un sistema di corruzione. Che - fra “palazzinari”, società di eventi legate a grossi gruppi televisivi, artisti e squadre di calcio - è destinato a estendersi. Ad altri pezzi grossi.