English Version Translated by Ai
26 marzo 2026 - Aggiornato alle 10:37
×

Commemorato Paolo Giaccone, il medico legale ucciso perché non si piegò alle pressioni della mafia e di Totò Riina

Assassinato l'11 agosto del 1982 perché rifiutò di modificare una perizia che inchiodava un killer di cosa nostra

11 Agosto 2025, 12:37

ca89d47aed27ae86e27bd64b18d5045d

Seguici su

E’ stato commemorato oggi al Policlinico di Palermo il medico e docente universitario Paolo Giaccone, nel 43esimo anniversario dell’assassinio. Hanno preso parte alla cerimonia davanti al cippo in memoria del medico legale, il presidente della scuola di medicina e chirurgia, Marcello Ciaccio, la direttrice dell’azienda ospedaliera, Maria Grazia Furnari, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, la figlia Milly Giaccone e l’assessore Pietro Alongi del Comune di Palermo.

Presenti anche rappresentati delle forze dell’ordine e magistrati. L’11 agosto 1982, a Palermo, la mafia uccise il medico legale con 5 colpi di pistola. Un delitto per il quale sono stati condannati l’esecutore materiale, Salvatore Rotolo, e i mandanti, i boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Francesco Madonia, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci. La condanna a morte per il professore fu decisa in seguito al suo rifiuto di modificare una perizia su un’impronta digitale, quella di Giuseppe Marchese, che lo avrebbe incastrato per una sparatoria con 4 morti a Bagheria, avvenuta a dicembre del 1981. Non ci fu verso: Giaccone, nonostante le ripetute pressioni, scelse di onorare la sua professione e l’incarico che aveva ricevuto dalla Procura.

«Commemorate mio padre a 43 anni di distanza è importante non tanto per noi, ma per le generazioni future perché per loro il ricordo di una persona così è oro perché è un indirizzo di vita. L’esempio di mio padre che non accettava nessun compromesso e che aveva come unica ragione di vita l’onesta rappresentata la motivazione per portare avanti il proprio lavoro in maniera onesta e in maniera completa» ha detto Milly Giaccone, figlia di Paolo.
«In questa società dove la corruzione è diffusa - ha aggiunto - ci sono persone perbene che sanno lavorare, proprio come mio padre che aveva nell’onestà un atteggiamento, uno stile vita. E se si riuscisse tutti quanti ad andare in questa direzione, credo che se ne la società riuscirebbe ad avere dei vantaggi notevoli». Paolo Procaccianti, medico legale e allievo del professore Paolo Giaccone, ha detto: «Giaccone era sempre proiettato verso gli altri verso chi aveva bisogno. Tra i tanti esempi ricordo quanto si sia speso il professore e mio maestro per aiutare due dipendenti ad adottare un bimbo. Ha fatto di tutto perché il loro sogno si realizzasse. Ebbene oggi questo figlio è magistrato, sono felice e sarà felice anche lui di avere dato a questa famiglia la felicità di avere un figlio magistrato. Questo è un ricordo bellissimo che mi porto dentro».
«E' sempre importante commemorare la figura di Paolo Giaccone. Ricordare la sua vicenda umana e le modalità con cui è morto sono un esempio per diffondere la cultura della legalità e questo esempio è importante che venga tramandato anche alle generazioni future di medici e di non medici di come bisogna svolgere la professione con onestà intellettuale consenso etico - ha detto il presidente della scuola di medicina e chirurgia Marcello Ciaccio - Quindi il ricordarlo non è solo un atto formale ma è un adempimento importante dovuto non solo alla memoria di Paolo Giaccone dei suoi familiari, ma anche delle generazioni future perché devono conoscere e sapere chi è stato e cosa ha fatto Paolo Giaccone per la città di Palermo».