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Criminalità a Palermo: «Girano troppe armi in città, qualcosa si sta muovendo»

Per Antonello Cracolici, presidente dell'Antimafia dell'Ars, «la mafia è viva, ma non va confusa con la violenza urbana»

08 Settembre 2025, 15:10

Cracolici ars

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«Troppe armi a Palermo. Il timore è che si possa tornare al passato». Il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici ha espresso la sua preoccupazione durante un evento a Mondello. Cracolici ha preso spunto dagli ultimi fatti di cronaca, in particolare il ferimento di un uomo, pochi giorni fa, nel quartiere Ballarò. «La quantità di armi che c'è in giro per la Sicilia è una spia di che cosa sta succedendo e a cui bisogna prestare attenzione, - dice - c'è in corso una fase di acquisizione, di approvvigionamento di armi anche da guerra, e la domanda che ci dobbiamo fare è: le armi hanno solo un potere di deterrenza? Io mi armo così tu sai che io sono armato e ci pensi due volte prima di farmi qualcosa, o prima o poi saranno utilizzate per affermare un nuovo dominio di qualcuno su qualche altro? La mia preoccupazione – ha aggiunto - è che si ci riarmi in vista di nuove sfide armate, che possano esserci fasi nuove che abbiamo vissuto nel passato, il rischio di usare l'omicidio come strumento di lotta è dietro l'angolo».

Del resto, spiega Cracolici, «l'organizzazione mafiosa non è scomparsa e gli equilibri sono spesso molto fragili per il controllo di affari in alcune piazze di spaccio, l'attività estorsiva, il gioco d'azzardo, una delle attività dove c'è un fiorente impegno dell’organizzazione». La mafia, ha ricordato Cracolici, ha la sola finalità di «di fare affari e adesso quella di mettersi il doppio petto, un profilo legale che si va diffondendo, tra i professionisti, nella politica. La mafia non è scomparsa ed è fiorente, spara meno e quindi non crea l'indignazione, sono stati i morti che hanno suscitato l'indignazione e la reazione dell'opinione pubblica. Sparando meno non crea quella percezione di pericolosità che ha creato negli anni 90. C'è un circolo di armi in tutta la Sicilia molto pericoloso e anche a Palermo».

Allo stesso tempo, fa notare il presidente dell'Antimafia regionale, "non dobbiamo sbagliare la lettura degli eventi, faremmo un grave errore analitico: una cosa è la mafia – ha spiegato - una cosa è la violenza urbana. Guai a inserire tutto quello che succede sul fronte aggressioni, nella categoria mafia-antimafia. La mafia è una cosa più complessa, ha l'interesse del denaro e di gestire traffici illeciti per provare a riciclarli nella liceità. Semmai – ha concluso - c'è un grande problema di sottovalutazione dello Stato nella sua interezza».