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Siracusa, sedata la rivolta nel carcere di Cavadonna: «Nelle celle ci sono le cimici»

Alcuni detenuti si impossessano delle chiavi di un agente e si chiudono nel blocco 10

17 Settembre 2025, 09:00

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Una trentina di detenuti ha messo in atto un'azione di protesta, impossessandosi del blocco 10 della casa circondariale di Cavadonna e tenendo in scacco per cinque ore l'intera struttura penitenziaria. L'episodio si è verificato intorno alle 11.30 di ieri quando quattro detenuti sono riusciti ad impossessarsi delle chiavi, sottratte a un agente di polizia penitenziaria. Si sono barricati all'interno del settore, in cui sono ospitati per lo più detenuti in punizione, stranieri e altre persone con divieto di relazionarsi con altri detenuti.

L'allarme

Scattato l'allarme, nel giro di poche ore all'istituto di pena sono arrivati agenti di polizia penitenziaria dalle carceri di Noto, Caltagirone, Brucoli e Ragusa per dare manforte alla decina di loro colleghi ieri in servizio a Cavadonna e garantire la sicurezza nell'intero edificio. Sono state intavolate le trattative con i rivoltosi che sono andate avanti per lunghe ore. Chiedono, innanzitutto, interventi risolutivi per la presenza di cimici nelle celle. Per ovviare al problema, la direzione del carcere ha fatto cambiare da poco i materassi ma il problema è rimasto invariato.

Mobili danneggiati

A complicare la situazione, un altro detenuto che è andato in escandescenza ed ha danneggiato mobili e suppellettili dell'infermeria provocando il panico tra le operatrici presenti. Anche un agente è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari per una ferita al polso.
Appena qualche giorno fa, sempre a Cavadonna, un detenuto ha cominciato a correre nel cortile per impossessarsi di un pacco che qualcuno gli aveva lanciato dall'esterno. L'intervento degli agenti, che credevano volesse evadere, ha permesso di bloccare il detenuto che continuava a mostrare segni d'insofferenza. I suoi lamenti hanno suscitato agitazione nel blocco 20 dove i detenuti hanno rumoreggiato a lungo.

Sindacati sul piede di guerra

«Si continua oramai a raccontare episodi di questo genere – è il commento di Nello Bongiovanni, dirigente provinciale dell'Uspp - i vertici sanno ma non agiscono. Gli istituti penitenziari, a nostro avviso, sono allo sbando ma continuiamo a parlare di rieducazione. Il detenuto deve avere tutti i diritti ma anche i doveri e chi sbaglia deve pagare, cosa che non succede mai».
Da Siracusa ad Augusta la questione sicurezza e delle aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria sono all'ordine del giorno. Nella casa di reclusione di Brucoli un detenuto in regime di 41bis, per futili motivi, ha sferrato colpi di bastone a un agente che si è riparato il volto, procurandosi una frattura al braccio e al polso.
«Siamo allo stremo delle forze - afferma il segretario provinciale della Fns Cisl, Fabio D’Amico - la situazione è sempre più critica a causa di una popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole, abituata da anni alla consapevolezza che tutto gli è dovuto».
Proprio ieri sera, il garante dei detenuti di Cavadonna, Giovanni Villari, è stato in audizione in Consiglio comunale per spiegare tutte le problematiche presenti nella struttura.