Galvagno e l'inchiesta sulla corruzione: ora i legali vogliono ascoltare (e non solo leggere) le conversazioni tra gli indagati
Sul tavolo dei pm di Palermo arrivate memorie e richieste di interrogatorio
Le intercettazioni dell’inchiesta sulla corruzione che coinvolge il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e lo staff del pupillo di Ignazio La Russa potrebbero diventare un’arma della difesa. Agli avvocati degli indagati - ad alcuni almeno - non basta aver letto le trascrizione delle conversazioni captate dalle microspie piazzate dalla guardia di finanza di Palermo, che ha condotto le indagini coordinati dalla procura guidata da Maurizio de Lucia. I legali sono in attesa di avere gli audio originali in modo da mettersi le cuffie e sentire con calma e attenzione massima.
Ascoltare per interpretare
I difensori vogliono capire se può esserci un’interpretazione dei dialoghi alternativa a quella inserita nei capi d’imputazione dell’avviso di conclusione indagini spiccato a fine luglio nei confronti di Galvagno, l’ex portavoce Sabrina De Capitani, l’imprenditrice Marcella Cannariato (moglie del fondatore di Sicily by Car Tommaso Dragotto), l’esperta marketing Marianna Amato, l’event manager Alessandro Alessi, l’impresario catanese Nuccio La Ferlita e il segretario del presidente Giuseppe Cinquemani. Per gli inquirenti alcuni fondi pubblici sarebbero stati dirottati da Galvagno alle fondazioni che fanno riferimento alla galassia Dragotto in cambio di «utilità». Proprio in questi giorni scade il tempo concesso agli indagati per presentare memorie difensive e richieste di interrogatorio. Sul tavolo dei pm Felice De Benedittis e Andrea Fusco già sono state depositate delle istanze.
Perché ascoltare le bobine
«Ci riserviamo ogni iniziativa processuale a seguito dell’ascolto delle bobine che ci saranno rilasciate a breve», afferma l’avvocato Antonio Reina del foro di Palermo che, assieme ad Antonia Lo Presti, difende il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno che risponde di due episodi di corruzione e di peculato per l’uso improprio dell’auto blu. L’avvocata Lo Presti come difensore di Cinquemani ha chiesto invece l’interrogatorio ai magistrati. Anche l’avvocato Gaetano Rizzo, difensore dell’impresario Nuccio La Ferlita, ha depositato alla procura l’istanza per sentire il suo assistito. Ma inoltre «siamo in attesa - dice - dell’autorizzazione all’ascolto delle chiamate, perché solo sentendo dal vivo si può capire il vero senso di alcune frasi».
Gli altri legali
L’avvocato Giada Traina, uno dei difensori di Cannariato, ha visualizzato il messaggio della richiesta di un commento su WhatsApp ma non ha risposto. Nei mesi scorsi, comunque, ha sempre manifestato ai giornalisti di aver fiducia di «poter dimostrare l’estraneità alle contestazioni» a carico dell’imprenditrice. «Non chiederemo interrogatorio», afferma infine l’avvocato Fabio Ferrara, che difende la comunicatrice De Capitani. L’ex portavoce è stato il filo conduttore che da Cannes ha portato la finanza fino a Palazzo dei Normanni.