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26 marzo 2026 - Aggiornato alle 10:00
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Avvocato arrestato a Palermo mentre tenta di consegnare un telefono a un detenuto

Scoperto dalla Polizia penitenziaria a l Pagliarelli

25 Settembre 2025, 12:13

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Un avvocato di Brindisi, Benedetto Romano, di 41 anni, è stato arrestato in flagranza all’interno del carcere Pagliarelli di Palermo mentre tentava di consegnare un telefono cellulare a un detenuto pugliese, Gianluca Lamendola, 36 anni, che è stato condannato in primo grado a 20 anni accusato di fare parte della Sacra Corona Unita. L’episodio, che ha immediatamente richiamato l’attenzione sulle criticità della sicurezza nelle strutture penitenziarie, è avvenuto grazie all’intervento tempestivo degli agenti della polizia penitenziaria, che hanno scoperto e bloccato l’azione illecita. Gli agenti hanno notato il passaggio di un oggetto consegnato al detenuto. Era un piccolo cellulare. Romano è difeso dal suo collega Massimo Manfreda. L’udienza davanti al tribunale di Palermo si terrà martedì 30 settembre.

Il detenuto, anch’egli originario della provincia di Brindisi, è indagato a piede libero nell’ambito dello stesso procedimento. Le autorità stanno valutando con attenzione il coinvolgimento di entrambe le persone per comprendere le dinamiche complete dell’accaduto, considerando la gravità del tentativo di introdurre dispositivi elettronici vietati all’interno del carcere.

L’arresto è stato eseguito grazie a una vigilanza accurata e costante da parte della polizia penitenziaria, che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della sicurezza e nell’implementazione delle regole all’interno della struttura. Si tratta di un episodio che evidenzia come nonostante i controlli, il rischio di tentativi di aggirare le norme sia sempre presente, e pone l’accento su quanto sia delicato il bilanciamento tra le visite legittime dei difensori e le esigenze di sicurezza penitenziaria.

Le indagini sono coordinate dalla procura della Repubblica di Palermo, sotto la direzione della pm Ilaria De Somma, che ha avviato tutti gli accertamenti necessari per fare piena luce sull’episodio. Sarà importante capire se si tratta di un caso isolato o se vi siano connivenze o modalità organizzate per introdurre dispositivi elettronici e altri beni vietati nel carcere.

(ANSA)