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Cronaca

Bimbi travolti dal Suv a Vittoria, la vedova di una vittima della strada: «Basta, non si può uccidere così»

Di Redazione

PALERMO - «Non si può più accettare di vivere ogni giorno nelle strade e autostrade in Italia tutta questa irresponsabilità alla guida, uomini e donne che si armano di una vettura a causa di comportamenti contrari al codice della strada e uccidono poveri innocenti che non hanno alcuna colpa se non quella di essersi trovati nel cammino di queste persone. Non se ne può più. Davvero basta». Così, all’Adnkronos, Marina Fontana Cona, giovane vedova di Roberto Cona, rimasto ucciso sei anni fa in un incidente stradale, parlando della tragedia di Vittoria (Ragusa) dove un uomo ha falciato due cuginetti di 11 anni. «Io da quasi 6 anni (notte tra il 26 e il 27 luglio 2013) vivo il grande dolore di essere una vittima della strada sopravvissuta per miracolo nonostante ferite gravissime, moglie di una vittima della strada deceduta, mio marito Roberto Cona è stato ucciso da un assassino al volante», dice.

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«Stanotte il dolore che ho provato nel sentire quello che è successo a Vittoria mi ha fatto capire quanto ancora ci sia da fare in termini di prevenzione, controllo delle strade, e soprattutto punizione d dei comportamenti sbagliati - aggiunge - Cellulare alla guida, alcol e droghe e poi ti metti alla guida, alta velocità sono tutte cause di morte... che meritano pene esemplari. Oggi abbiamo l’omicidio stradale cosa buona e giusta, ma si deve applicare, e soprattutto la legge da sola non basta se non chiediamo a noi stessi e a tutti gli altri guidatori un salto di paradigma e responsabilità e rispetto per la vita».

«Non si deve provare un dolore così grande per capire il senso delle mie parole - dice -Ogni volta, ad ogni nuovo incidente il mio cuore viene trafitto di nuovo e di nuovo e di nuovo. Non si può uccidere cosi. Basta». "Ci vuole responsabilità e prevenzione e punizione reale , non per vendetta o giustizialismo ma perché non puoi restare impunito, con la tua guida irresponsabile hai armato la tua mano consapevolmente con una pistola virtuale, hai preso la mira su poveri innocenti e hai sparato - conclude -Vicina al dolore di queste famiglie prego che il cugino grave si salvi e prego il bambino deceduto, e prego per mio marito e per tutte le vittime della strada, angeli innocenti volati lassù ingiustamente, e spero che da lassù sentano le mie preghiere eil mio affetto per loro».

Sulla vincenda è intervenuta anche Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia. «Da vicepresidente della commissione Trasporti della Camera sono sconvolta dalla tragedia dei due cuginetti travolti da un suv nel Ragusano. Esprimo tutto il mio dolore per questa assurda vicenda e mi stringo in un abbraccio affettuoso alla famiglia». 

«Per chi come me lavora ogni giorno a livello legislativo per migliorare le condizioni del traffico, della viabilità e della sicurezza sulle nostre infrastrutture viarie, questa è una sconfitta», aggiunge e ricorda: «Nella revisione del codice della strada che stiamo svolgendo alla Camera ci sono molte criticità irrisolte che noi di Forza Italia non manchiamo di sottolineare ma c'è un elemento positivo: un giro di vite per chi guida senza prestare attenzione o in uno stato di alterazione. Certamente però non basta, servono maggiori controlli per impedire a una persona alterata e con precedenti penali di guidare un’auto, uccidere un bambino, rovinare per sempre la vita a un altro piccolo e alla sua famiglia».

E conclude: «Alla prevenzione e alla sensibilizzazione di coloro che guidano, che sono necessarie, bisogna che lo Stato non lasci scampo a chi mette a rischio la vita propria e quella degli ignari pedoni per l’alcool, la droga o per controllare il cellulare alla guida. Se per farlo servono maggiori risorse per le forze dell’ordine, bisogna trovarle. Perché i soldi investiti per salvare vite umane sono soldi spesi bene».

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