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Cronaca

Etna, escursioni in quota Linguaglossa a Castiglione "Appalto congiunto per 6 anni"

Di Francesco Vasta

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LINGUAGLOSSA. Il tempo della stasi, della crisi che pare senza vie d’uscita, sarebbe in realtà l’ultima opportunità cui il versante nord dell’Etna dovrebbe appigliarsi. Non scherza Francesco Malfitana, assessore di Linguaglossa e uomo forte dell’amministrazione del sindaco Salvatore Puglisi, quando consegna al nostro giornale «l’offerta di pace» per i vicini del Comune di Castiglione. «Questa fase così complicata, in realtà, è servita a fare chiarezza - è il succo del suo ragionamento - e adesso abbiamo un’idea precisa per far ripartire le escursioni e salvare Piano Provenzana. Ma senza l’aiuto di tutti non possiamo farcela».


L’assessore al Bilancio ha seguito da vicino il parto di due documenti cruciali, emblematici della spaccatura creatasi fra i sindaci Puglisi e Antonio Camarda. Dopo le elezioni del 2017 i due andavano d’amore e d'accordo sul project financing da 23 milioni, adesso, dopo l’inchiesta su Russo Morosoli, il divorzio in stile Di Maio-Salvini. Primo atto le “osservazioni” di Linguaglossa al project: 17 proposte di modifica del piano infrastrutturale che rendono assai più impegnativo, per la cordata “Etna Alcantara mobility” patrocinata dall’ex presidente del Parco dell’Etna Cettino Bellia, compiere gli investimenti prospettati. Poi, secondo atto, il varo di un appalto lungo sei anni per affidare il trasporto dei turisti a più aziende, ovvero il regime autorizzatorio voluto dall’Antitrust. Castiglione ha però mandato il tavolo all'aria: «Affidare le escursioni per sei anni significa non credere più al project».


«Niente di più sbagliato - ribatte Malfitana - il nostro atteggiamento è lineare: i privati ci hanno detto quattro anni per i tempi, la Regione due per l’istruttoria. Facciamo partire le escursioni con licenze per sei anni, in attesa del project che noi non rinneghiamo». Un po’ di differenza c’é rispetto a quando il sindaco Puglisi lo definiva «vetrina mondiale». «Ci crediamo ancora, ma naturalmente vogliamo un project ridisegnato sulla base dei bisogni di Linguaglossa, non un piano troppo astratto oppure sbilanciato sulle Gole dell’Alcantara».

Per questo nelle osservazioni si chiede ai privati, ad esempio, un canone più alto oppure - punto cruciale - posticipa l’assegnazione della strada per i crateri ai privati, soltanto a cabinovia ultimata. La lite con Castiglione sembra ora diventare la pietra tombale, e così Linguaglossa ha deliberato per le escursioni fino a quota 2500, ovvero il proprio confine comunale. «Può sembrare un’idea raffazzonata - aggiunge Malfitana - ma non lo è, già adesso i crateri del 2002 sono la parte più visitata, ma certo l’ideale restano le escursioni affidate assieme a Castiglione». Così l’assessore formalizza la sua mano tesa: «Siamo pronti a ritirare le mini-escursioni, il cui bando è pronto per essere pubblicato, ma lanciamo l’invito a Castiglione: partiamo subito con l’appalto autorizzatorio congiunto per sei anni».


Questa, secondo Linguaglossa, l’unica base possibile: «Il bando ci serve per non far morire il territorio e per sperimentare il regime autorizzatorio indicato dall’Antitrust ma mai avviato. Castiglione, insomma, deve fare i suoi passi». Intanto, garantisce l’assessore, si va avanti con il project, ma non solo: «Il nostro Comune da fallito è adesso di nuovo in piedi. A breve riuniremo gli albergatori e metteremo a bando le concessioni edilizie a Piano Provenzana ritirate a Russo Morosoli e agli altri privati che non hanno mai ricostruito dopo l’eruzione».

A Francesco Malfitana, in politica da trent’anni e, fino a poco tempo fa, convinto assertore del sistema concessorio su cui si basava il predominio imprenditoriale del gruppo Russo Morosoli, è affidato ora il compito di lanciare l’ecumenico appello: «Vogliamo muoverci - si domanda retoricamente - oppure vogliamo regalare ancora la supremazia al versante sud? Se vogliamo far crescere i nostri paesi serve sinergia, cosa che non significa fare i compari, bensì scegliere il meglio».

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