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Cronaca

Processo “Ippocampo”, trent'anni al boss Sebastiano Mazzei

Di Orazio Provini
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I reati contestati (a vario titolo) spaziano dall’associazione mafiosa al traffico di droga, dal trasferimento fraudolento di valori all’intestazione fittizia di beni. Nel corso dell’operazione, che venne eseguita dalla Polizia nel giugno del 2014 e che portò in un successivo momento all’arresto del boss Sebastiano Mazzei, furono anche sequestrati beni mobili e immobili per un valore di circa un milione e mezzo di euro. Dalle indagini eseguite dagli investigatori emerse tra l’altro che il clan aveva assunto un ruolo di primo piano nel traffico di stupefacenti, mantenendo uno stretto collegamento con le famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Francesco Antille, Tommaso Manduca Salvo Pace e Giuseppe Rapisarda.

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