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L'intervento

Orrore al cimitero di Aci Catena, tuona il vescovo Raspanti: «Offesa alla dignità dei defunti»

Ossa nei sacchi dei rifiuti: l’ombra della “lupara bianca”, arriveranno i Ris per l’esame del Dna dei resti umani rinvenuti

02 Gennaio 2026, 06:00

Orrore al cimitero di Aci Catena, tuona il vescovo Raspanti: «Offesa alla dignità dei defunti»

«Gesti vili che costituiscono un’offesa alla dignità della vita e al rispetto dei defunti». Tuona contro i responsabili dello scempio al cimitero di Aci Catena, il vescovo della diocesi di Acireale, mons. Antonino Raspanti, in seguito alle nuove e sconcertanti scoperte investigative.

Il rinvenimento di una ventina di sacchi dei rifiuti, contenenti resti umani, occultati al di sotto della discarica illegale di rifiuti cimiteriali composta da bare, casse in zinco e paramenti funebri, ha provocato un diffuso sconcerto tra i familiari dei defunti che chiedono verità e giustizia, confidando nell’intervento decisivo del presule, guida spirituale della comunità religiosa, a farsi portavoce nelle opportune sedi istituzionali affinché gli eventi dissacrati perpetrati nel luogo sacro, non abbiano più a ripetersi in futuro.

L’inchiesta, condotta dai carabinieri della Compagnia di Acireale, coordinata dalla Procura di Catania, che da due mesi sta svelando lo stato di diffuso degrado nella gestione del camposanto cittadino, in parte finito sotto sequestro con l’interdizione al pubblico per criticità strutturali di vaste aree, sta portando alla luce nuovi e agghiaccianti particolari. I carabinieri hanno repertato decine di resti umani da estumazioni di cadaveri rinchiusi in sacchi dei rifiuti e depositati nella discarica ricavata in un terreno del cimitero, il cui accesso era interdetto da una porta in ferro.

Con il nuovo anno potrebbero intervenire i Ris di Messina, nella catalogazione e ricostruzione attraverso l’analisi del dna di possibili casi di lupara bianca, tra le centinaia di resti dei defunti scoperti nell’Ossario, non censiti nell’apposito registro, andato smarrito.

Il presule, informato dei nuovi avvenimenti, attraverso una nota stampa si dice “profondamente addolorato e sconcertato”. «I risvolti della vicenda che stanno interessando il cimitero di Aci Catena - afferma - rappresentano un grave atto dissacratorio, un inaccettabile scempio che ferisce non solo il luogo sacro della memoria, ma anche l’intera comunità. Subito dopo le festività natalizie - annuncia Raspanti - ci ritroveremo insieme alla comunità catenota per una preghiera e per affidare al Signore il dolore suscitato da questi vili gesti che costituiscono un’offesa alla dignità della vita e al rispetto dovuto ai nostri defunti».