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IL RITO

Jana, la prima luce del 2026 a Trapani: un nuovo anno comincia alle 6:43

Un parto spontaneo, una bimba di 3,300 kg, una giovane mamma di Marsala: il primo vagito del nuovo anno al Sant’Antonio Abate diventa la notizia che racconta speranza e realtà della natalità in provincia

Alfredo Zermo

01 Gennaio 2026, 19:10

Jana, la prima luce del 2026 a Trapani: un nuovo anno comincia alle 6:43

Alle 6:43 del mattino, quando la città è ancora sospesa tra i botti della notte e il silenzio del primo giorno dell’anno, nel reparto di Ostetricia del presidio ospedaliero Sant’Antonio Abate di Trapani un pianto forte e pieno rompe l’attesa: è nata Jana. Con un parto spontaneo e un peso di 3,300 kg, la piccola diventa la prima bambina registrata nel 2026 in tutta la provincia. Sua madre, Aida, marsalese, classe 1996, stringe il volto della figlia e sorride: per lei, per la famiglia e per un territorio che – come l’Italia intera – combatte con culle più vuote e un indice di fecondità che da anni scivola verso il basso. In quell’istante, però, contano solo un nome, un’ora, un luogo: Jana, 6:43, Sant’Antonio Abate.

Il primo vagito: il racconto dal punto nascita

Il primo giorno dell’anno ha il suo ritmo, diverso da qualsiasi altro. Tra una notte di festeggiamenti e un’alba lenta, il punto nascita del Sant’Antonio Abate non conosce tregua: monitor discreti, passi misurati, voci basse. In questo scenario, la nascita di Jana si compie con la naturalezza di un parto fisiologico. Il dato del peso – 3,300 kg – indica una neonata a termine e in buona salute, mentre l’ora, 6:43, racconta un travaglio concluso quando il nuovo anno ha già qualche pagina di vita.

La mamma Aida, nata a Marsala nel 1996, incarna un profilo sempre più tipico nella natalità siciliana: donne che arrivano al parto oltre i 30 anni, con un’età media al primo figlio in crescita, in linea con la tendenza nazionale rilevata dall’Istat. Nel 2024 la fecondità in Italia è scesa a 1,18 figli per donna – nuovo minimo storico – e i nati sono stati circa 370 mila, -2,6% rispetto al 2023. Questi numeri fotografano il contesto più ampio in cui si inserisce il lieto evento di Trapani, un contesto che rende ogni nascita ancora più significativa.

Dove nasce Jana: un reparto che fa rete

La nascita della prima bimba dell’anno avviene nel presidio trapanese più importante, il Sant’Antonio Abate, punto di riferimento non solo per Ostetricia e Ginecologia ma anche per la Neonatologia con UTIN (Unità di Terapia Intensiva Neonatale). La presenza di un’UTIN in provincia costituisce un tassello essenziale della sicurezza clinica per i neonati che necessitano di assistenza avanzata, un’informazione che aiuta le famiglie a comprendere la qualità e la complessità della rete materno-infantile del territorio. Oggi la UOC di Neonatologia e UTIN è diretta dalla dottoressa Simona La Placa e opera ai piani alti del presidio, con dotazioni, numeri di contatto e un’équipe multidisciplinare dedicata al percorso nascita e al follow-up dei più piccoli.

Non è solo una fotografia statica: negli ultimi mesi l’ASP di Trapani ha annunciato interventi per potenziare la capacità di cura complessiva dell’ospedale, come la realizzazione di un nuovo reparto di terapia sub-intensiva, investimento che – pur non direttamente legato al punto nascita – indica un percorso di rafforzamento dell’offerta clinica e della gestione delle acuzie.

Un territorio che fa i conti con la denatalità

La bella notizia di Jana si inserisce in una cornice demografica impegnativa. I dati nazionali mostrano una curva discendente: 370 mila nati circa nel 2024, fecondità a 1,18, calo proseguito anche nei primi mesi del 2025 secondo elaborazioni di Istat e principali agenzie. In Sicilia, tradizionalmente più giovane, il rallentamento è stato netto. Comprendere questa tendenza aiuta a dare il giusto rilievo a ogni nuovo nato, specie quando è il “primo dell’anno”: simbolo locale di una speranza concreta, ma anche spunto per riflettere sulle condizioni – lavoro, servizi, conciliazione – che possono favorire la scelta dei figli.

Trapani, i numeri di un anno recente in corsia

Nel 2024 il Sant’Antonio Abate ha contato, secondo un evento pubblico organizzato all’inizio del 2025, circa 1.100 nati nell’anno e una vera “ondata” nell’ultimo mese (circa 150 nascite), numeri che restituiscono la vitalità del punto nascita trapanese. Sono dati che confermano la centralità del presidio per tutta la provincia e l’impegno congiunto di Ostetricia, Neonatologia e delle altre unità che contribuiscono ai percorsi perinatali.

Sicilia, Italia: le prime nate del 2026 e la geografia dei primi vagiti

Ogni Capodanno i media locali e nazionali seguono i “primi nati” regione per regione. Dalle notizie arrivate in queste ore, la mappa 2026 conferma un’attenzione diffusa: in Lazio il primo nato è un maschietto, Nicolò, a Formia allo scoccare della mezzanotte; in Puglia a Bari la prima nata è Luana al San Paolo; in Emilia-Romagna a Carpi la prima è Camelia alle 5:43; in Sicilia orientale, a Catania, viene segnalata una piccola Zhoe come prima regionale; in Ragusa la prima provinciale è Alba poco dopo l’una. Queste cronache, diverse e coordinate, sono lo sfondo di un rito laico che ogni 1 gennaio rinnova l’attenzione sul nascere in Italia.