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IL VULCANO

Anche l'Etna fa i botti di Capodanno: un bagliore, una nuova frattura a bassa quota e poi un'ampia colata lavica

Un luce intesa nella Valle del Bove ha fatto scattare l'allarme: il flusso di magma che avrebbe già raggiunto 1.400 metri sul livello del mare

Alfredo Zermo

01 Gennaio 2026, 19:46

20:37

Anche l'Etna fa i botti di Capodanno; un bagliore, una nuova frattura a bassa quota e poi un'ampia colata lavica

La colata di questo pomeriggio nella Valle del Bove (foto Gianni Pennisi)

Anche l'Etna fa i botti di Capodanno. Una nuova frattura si è aperta nel tardo pomeriggio di oggi nella Valle del Bove generando dapprima un bagliore visibile a lunga distanza e registrato dalle telecamere di videosorveglianza dell'Ingv e poi una colata che si sarebbe diretta nella zona di Rocca Capra, a 1.500 metri sul livello del mare.

Sul posto si sono recati gli esperti vulcanologi della Osservatorio Etneo dell'Ingv. L'istituto ha diffuso intorno alle 18,30 un comunicato in cui ha precisato che «a partire dalle 16:30 UTC circa dalle telecamere di sorveglianza si osserva attività effusiva all'interno della Valle del Bove in corrispondenza della parete nord-occidentale. Sono in corso rilievi da parte di personale INGV».

«Continua - prosegue la nota dell'Ingv - l'attività esplosiva al Cratere Bocca Nuova con modeste emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale. Dal punto di vista sismico l'ampiezza media del tremore vulcanico si attesta attualmente nella fascia dei valori medi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico non è attualmente disponibile per motivi tecnici. L'ultima localizzazione disponibile alle ore 14:15 UTC di giorno 31 dicembre 2025 mostrava il centroide permanere in un'area leggermente a NW del Cratere di Nord-Est ad una elevazione di circa 2800 - 3000 m s.l.m. L'attività infrasonica risulta attualmente bassa sia nel tasso di accadimento che nell'energia degli eventi che risultano localizzati principalmente in prossimità del cratere Voragine».

Un nuovo comunicato dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia è stato emesso al termine del sopralluogo che i tecnici hanno effettuato nella zona dove si è aperta la frattura. Nella nota è scritto: «Da quanto riportato da personale INGV in campo e da immagini satellitari, si osserva che la bocca effusiva che alimenta l'attività in Valle del Bove  si attesta in prossimità di Monte Simone ad una quota stimata di circa 2100 s.l.m.. Attualmente, il fronte più avanzato si trova subito a Sud di Rocca Musarra (1580 m circa s.l.m.). Sono ancora in atto sopralluoghi da parte di personale INGV». 

L’attuale fase eruttiva dell’Etna non impatta con l'operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, sebbene sia stato innalzato il livello di allerta ceneri vulcaniche per il volo.

FOTO DI VERONICA TESTA

Nel comunicato del 30 dicembre scorso, l'Ingv aveva previsto che potesse succedere qualcosa. Tra gli scenari attesi si parlava di «attività esplosiva frequente ai crateri sommitali con formazione di nubi di cenere e ricaduta di prodotti piroclastici grossolani, accompagnata da emissioni laviche in area sommitale. Non è possibile escludere una rapida evoluzione dei fenomeni in corso verso un’attività più energetica con formazione di colonne eruttive, nubi di cenere e collassi di porzioni dei coni sommitali con formazione di flussi piroclastici». 


FOTO DI ALBERTO TORRISI