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Il report

Etna, occhi sulla colata nella Valle del Bove: Milo chiude la strada di Pietracannone e scatta l'allerta per i visitatori «non equipaggiati»

Il fronte lavico è arrivato a circa 1.420 metri sul livello del mare. La Protezione civile pronta a controllare gli accessi e invita i sindaci a interdire le aree ai turisti non accompagnati da guide vulcanologiche

Redazione Catania

02 Gennaio 2026, 14:45

Etna, occhi sulla colata  nella Valle del Bove: Milo chiude la strada di Pietracannone e scatta l'allerta per i visitatori «non equipaggiati»

Una panoramica dell'eruzione dell'Etna - Foto di Emilio Messina

Intanto è vietato l'accesso dalla strada di Pietracannone, sulla Mareneve, in territorio di Milo. Ma presto potrebbero arrivare altre ordinanze simili dagli altri Comuni in cui ricadono i sentieri che portano alla nuova colata lavica, in atto nella Valle del Bove, sul versante orientale dell'Etna. Lo rende noto Salvo Cocina, capo del dipartimento regionale della Protezione civile della Sicilia, in una nota diffusa nella tarda mattinata di oggi.

Sulla base delle informazioni fornite dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e dal Corpo forestale della Regione Siciliana, dice Cocina, il fronte lavico sta avanzando lentamente all'interno della desertica Valle del Bove e ha raggiunto la quota di 1.420 metri sul livello del mare, a est del rilievo di Rocca Musarra. L'estensione massima del campo lavico è stimata, attualmente, in circa 2,8 chilometri, mentre la distanza del fronte lavico dal centro abitato più vicino, il paese di Fornazzo, è di circa cinque chilometri.

Alla luce delle attuali condizioni morfologiche dell'area, caratterizzata da bassa pendenza, non si rilevano al momento rischi di impatti diretti sui centri abitati né sulle infrastrutture. Rimangono, tuttavia, segnala la Protezione civile, «significative criticità potenziali legate all'afflusso di visitatori, con possibili ripercussioni sulla viabilità della strada provinciale Mareneve e sul transito dei mezzi di soccorso, nonché rischi per la sicurezza di escursionisti non adeguatamente equipaggiati che tentino di avvicinarsi al fronte lavico».

Per tali motivi, il Comune di Milo, sentito il capo dipartimento della Protezione civile regionale, ha adottato un’ordinanza di regolamentazione e di interdizione dell’accesso dalla strada di Pietracannone, diramazione della sp Mareneve. L’accesso è consentito esclusivamente con guide vulcanologiche abilitate, in gruppi non superiori a dieci persone, dotati di idonea attrezzatura tecnica e di sistemi di comunicazione radio. Divieto a partire dall’imbrunire.

Considerato che un ulteriore flusso di visitatori si sta sviluppando dall’area del Rifugio Citelli, caratterizzata da condizioni morfologiche più accidentate e potenzialmente pericolose, il sindaco di Sant’Alfio è stato ora invitato all’adozione di una idonea ordinanza di limitazione degli accessi. Analogo invito è stato rivolto al sindaco di Zafferana Etnea, Comune in cui ricade la Valle del Bove.

La situazione è oggetto di monitoraggio costante da parte delle strutture scientifiche e del sistema di protezione civile. Un aggiornamento tecnico è previsto nel corso della videoconferenza delle 15 con il dipartimento della Protezione Civile nazionale e l’Ingv. 

Il capo del dipartimento regionale della Protezione Civile ha inoltre convocato un tavolo tecnico in videoconferenza con tutti gli enti competenti per la valutazione dell’efficacia delle misure adottate e di quelle eventualmente da adottare, in relazione all’evoluzione del fenomeno.