Il festival
Le Vie dei Tesori, tutti i numeri di un boom turistico e culturale
Sfondata quota 250 mila partecipanti, guida Palermo ma risultati sorprendenti anche a Catania con oltre 20 mila ingressi, mentre Ragusa segna il dato più clamoroso: 13.975 presenze, più del doppio rispetto al 2024. Ottimi dati anche per Messina, Trapani, Enna, Caltanissetta e Bagheria
Palermo fa boom ma è tutta la Sicilia a fare i conti virtuosi con Le Vie dei Tesori, festival capace di muovere decine di migliaia di visitatori negli angoli monumentali o solo dalla grande storia dimenticata, in tutta l'Isola. Un museo diffuso che si rinnova, una comunità che si riappropria dei propri luoghi. Le Vie dei Tesori chiude il suo diciannovesimo anno di attività confermando la solidità del modello e la capacità di crescere: 251.098 ingressi complessivi, oltre tremila in più rispetto al 2024, con un impatto economico diretto e indiretto che sfiora gli 8 milioni di euro (7.939.131 euro) nelle città coinvolte. Secondo il report commissionato a Otie (l'Osservatorio sul turismo nelle isole europee, guidato da Giovanni Ruggieri, docente di Economia del turismo), il lavoro delle Vie dei Tesori nell'Isola è diventato ancora più strutturato e non si conclude con il festival che, comunque, resta lo zoccolo duro dell'attività che ormai occupa l'intero anno. Nel dettaglio, tra il 20 settembre e il 16 novembre, sedici città siciliane e una lombarda (Mantova) si sono trasformate in un unico grande racconto corale, aprendo al pubblico luoghi spesso inaccessibili, cantieri, archivi, palazzi storici, spazi produttivi, siti della memoria civile e paesaggi naturali.
Con 164.769 ingressi, pari a oltre il 65 per cento del totale, Palermo si conferma il cuore pulsante del Festival, rafforzato quest'anno da un calendario esteso a sei fine settimana. L'offerta ha potuto contare su 85 luoghi aperti, 50 esperienze, 80 passeggiate d'autore e un intero weekend dedicato alla Biodiversità, che si è poi allargato anche oltre i confini della rassegna. La ricaduta economica sul capoluogo supera i 5,2 milioni di euro, generando un impatto occupazionale significativo e consolidando il ruolo delle Vie dei Tesori come leva culturale ed economica per la città.
Accanto ai grandi poli urbani, il Festival mostra una dinamica di crescita diffusa. Catania registra oltre 20mila ingressi, mentre Ragusa segna il dato più sorprendente di questa edizione: 13.975 presenze (+144,8 per cento). Ottimi risultati anche per Messina, Trapani, Enna, Caltanissetta e Bagheria, mentre le città medio-piccole confermano un potenziale di sviluppo legato alla qualità dell'offerta e al coinvolgimento delle comunità locali.
Il 70 per cento dei visitatori ha già preso parte alle edizioni precedenti, ma cresce la quota dei nuovi partecipanti (30 per cento). Il livello di soddisfazione supera il 90 per cento e la quasi totalità degli intervistati dichiara l’intenzione di tornare e di consigliare l’esperienza. Il visitatore tipo quest’anno è più maturo (spesso over 45), sempre culturalmente preparato e con un elevato livello di istruzione (i laureati sono passati dal 51,4 per cento del 2024 al 59,1 per cento nel 2025); partecipa in coppia o in famiglia e ama le visite guidate, che restano il cuore dell’offerta; molti i giovani tra 25-35 anni, un po' meno i giovanissimi. Molti cittadini amanti delle rispettive città, molti anche coloro che colgono l'occasione del festival per visitare le città vicine. Cresce la presenza dei turisti (12,8 per cento e restano in media due notti nelle città), italiani e stranieri, provenienti non solo dall’Europa ma anche da contesti extraeuropei, a conferma dell’attrattività internazionale del progetto. Infatti, accanto a Repubblica Ceca, Inghilterra, Spagna, Danimarca, Svizzera e Paesi Bassi, sono giunti visitatori anche da Capo Verde e dalla California. La fedeltà al Festival è un altro elemento distintivo: il 70 per cento dei visitatori ha partecipato ad altre edizioni, la metà tra 2 a 5 volte e il 7 per cento conta addirittura oltre 15 partecipazioni. Inoltre, il 63,5 per cento dei visitatori ha partecipato a più attività ed esperienze. La spesa complessiva generata dal Festival nelle città coinvolte raggiunge 7,9 milioni di euro, con una forte concentrazione nei grandi centri ma con margini di crescita evidenti nelle realtà medio-piccole. L’impatto sul mercato del lavoro è stimato in 93 unità di lavoro annuali (Ula), a testimonianza di un evento che produce effetti concreti sull'economia locale, pur restando una manifestazione culturale e non un evento turistico in senso stretto. “Diciannove anni dopo la sua nascita in seno all’Università di Palermo - spiegano gli organizzatori -, Le Vie dei Tesori si conferma un progetto di comunità, capace di attivare reti tra istituzioni, enti locali, università, scuole, associazioni, proprietari privati e cittadini. Un Festival che non si limita ad aprire luoghi, ma costruisce consapevolezza, rafforza il senso di appartenenza e restituisce il patrimonio come bene comune".