Mafia e politica
Paternò, l’ex sindaco Naso non ci sta: «Realtà distorta»
Il primo cittadino decaduto rompe il silenzio: ««Valutazioni discrezionali, ho agito con trasparenza». Sulla vicenda interviene il deputato Ciancitto: «Grave accusare le istituzioni di congiura»
Rompe il silenzio l'ex sindaco Nino Naso e affida ai social il suo pensiero, dopo la lettura della relazione del prefetto Pietro Signoriello che ha portato allo scioglimento per mafia dell'Ente. Nell'annunciare ricorso al Tar tramite l'avvocato Luigi Casiraro, il sindaco sui social scrive: «In queste ore ho letto e riletto le motivazioni che hanno condotto alla drastica decisione dello scioglimento del Comune di Paternò - scrive Naso - e non riesco a capacitarmi come ne emerga una visione della realtà distorta che non mi appartiene, che non appartiene ai principi che hanno sempre animato il mio operato. Ho sempre svolto il mio ruolo di sindaco con un unico obiettivo, quello di servire la mia città nel rispetto rigoroso della legge, delle istituzioni e dei principi di legalità e trasparenza».
Copiando, poi, le parole dell'avocato Casiraro, Naso continua: «Giusto per essere chiari: la commissione d’accesso svolge un’attività amministrativa, non giudiziaria. Le sue valutazioni sono ipotesi, non accertamento di responsabilità. Nel decreto non risultano provvedimenti penali o contestazioni a carico del sindaco. Il concetto di “condizionamento” è una valutazione discrezionale».
E, ancora, sempre nel post, Naso scrive: «Nella stessa relazione ministeriale non è dato rinvenire alcun atto riconducibile agli interessi della criminalità organizzata. Ed è per rispetto e responsabilità verso la comunità di Paternò, prima ancora che verso me stesso, che mi batterò in tutte le sedi giudiziarie competenti affinché venga ristabilita la verità dei fatti nella loro reale e completa dimensione. Una verità necessaria per tutelare la dignità mia personale, quella della mia famiglia, ma soprattutto l’onore e l’immagine di una intera città. Onde evitare mistificazioni, speculazioni, cattiverie gratuite da parte dei soliti sciacalli, il sottoscritto fa presente che non ha nessun contenzioso tributario con il Comune (Tari, Imu, ecc.). Ho sempre pagato le tasse e continuerò a farlo come ogni cittadino civile».
Sulla questione interviene il deputato nazionale Francesco Ciancitto: «Sono parole dure quelle usate dall'ex sindaco Nino Naso che decide, com’è nel suo potere, di fare ricorso al Tar, ma nel contempo, nell'annunciarlo, getta nella confusione i cittadini. Al sindaco contesto l'utilizzo dei toni accusatori contro le Istituzioni che vanno sempre rispettate per quello che rappresentano: un baluardo di legalità. Non può lasciar pensare che ci sia una sorta di “congiura” contro di lui che coinvolge la magistratura, le forze dell'ordine, la Prefettura e il ministero dell'Interno. È grave quanto sta accadendo. La città va difesa e tutelata, invece, viene continuamente vilipesa e maltrattata, diventando lo zimbello dell'intera regione. Sono seriamente preoccupato per lo spaccato che emerge dalla relazione dei commissari prefettizi che, ricordo all'ex sindaco, rappresentano un organo ispettivo e non amministrativo. Bisogna avere il coraggio di affrontare la situazione, per il bene di Paternò».