Dopo la violenza
Zen fuori controllo, Palermo si compatta e risponde: la visita di Lagalla e la messa con Lorefice
Chiesa e istituzioni in campo allo Zen: Lorefice presiederà la messa a San Filippo Neri dopo i ripetuti atti intimidatori, tra vandalismi e colpi d'arma da fuoco, mentre sindaco e Commissione antimafia confermano sostegno
La risposta dello Stato e della Chiesa contro la violenza allo Zen. Martedì l’arcivescovo Corrado Lorefice presiederà, in occasione dell’Epifania, presiederà una messa nella chiesa della parrocchia di San Filippo Neri, martoriata negli ultimi giorni, vandalizzata e danneggiata in più occasioni anche a colpi di pistola e fucile. Oggi o domani, invece, ci dovrebbe essere la visita del sindaco Roberto Lagalla, anche lui molto colpito dai fatti degli ultimi giorni e determinato a non abbandonare al suo destino questo pezzo di città.
«Nel rinnovare l’abbraccio e la vicinanza dell’intera comunità ecclesiale palermitana a padre Giovanni Giannalia, parroco della chiesa di San Filippo Neri, e alla Comunità parrocchiale impegnata a offrire la fresca presenza dell’Evangelo tra le case e le vie del quartiere, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice presiederà martedì 6 gennaio - nel giorno in cui la Chiesa celebra l’Epifania del Signore – alle 18 una celebrazione Eucaristica nella chiesa di San Filippo Neri, oggetto di ripetuti, gravi, atti intimidatori. Di fronte a questa nuovo indegno attacco, che colpisce e danneggia addirittura l’aula nella quale si celebra la liturgia, alziamo la voce con forza nei confronti di chi crede di intimidire e di far indietreggiare l’annuncio coraggioso del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale del quartiere».
Lorefice non sarà il solo. Alla celebrazione sarà presente anche il presidente della commissario antimafia, Antonello Cracolici. «È ora di far sentire la presenza della città al fianco di padre Giovanni Giannalia che, con grande coraggio, sta svolgendo la sua funzione», ha detto Cracolici. L’ultimo caso, drammatico, il giorno di Capodanno, quando in mezzo al delirio per l’arrivo del nuovo anno, festeggiato tra cassonetti e macchine presi a colpi di mitra, qualcuno ha deciso di accanirsi ancora contro la chiesa, utilizzando una pistola per crivellare la porta del teatro, sparando tra l’altro ad altezza uomo. Sei colpi di revolver calibro 38, probabilmente, con i proiettili che hanno attraversato l’ampio androne e si sono conficcati fra il muro, il quadro elettrico e una vara per la processione.