Il colloquio
Strage di Capaci, l'ombra della "pista nera": a Report le accuse del pentito Lo Cicero su Delle Chiaie
Ranucci annuncia per stasera a Rai Tre la trasmissione in esclusiva dell'audio di un interrogatorio ancora sotto segreto
La redazione di Report con Ranucci al centro
Un verbale del 2007 rimasto segreto per anni riaccende i riflettori sui possibili intrecci tra mafia ed eversione di destra nell'attentato del 23 maggio 1992. Questa sera, la trasmissione Report su Rai Tre trasmetterà l'audio dell'interrogatorio reso dal collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero al pm della Direzione Nazionale Antimafia, Gianfranco Donadio.
Il colloquio, ancora sotto segreto, è avvenuto il 5 giugno 2007, scaturì dal ritrovamento negli archivi della Dna di un’informativa redatta dal capitano dei carabinieri Antonio Cavallo, incentrata proprio sulla cosiddetta «pista nera». Al centro delle rivelazioni di Lo Cicero c'è la figura di Stefano Delle Chiaie, fondatore di Avanguardia Nazionale (deceduto nel 2019). Il pentito racconta di contatti diretti avvenuti a Palermo nell'anno delle stragi tra l'estremista neofascista e il boss Mariano Tullio Troia. Alla domanda del magistrato se fosse il mafioso a cercare il "nero", Lo Cicero risponde secco: «No, Delle Chiaie andava da Troia. Penso che direttamente la mano viene da lui».
Il passaggio più inquietante della testimonianza riguarda la presenza fisica di Delle Chiaie nei pressi del luogo dell'esplosione. Il collaboratore riferisce di aver notato «più di una volta» una «macchina blu» proprio a Capaci: «Con dentro Delle Chiaie. Erano in tre». Secondo la ricostruzione offerta da Lo Cicero, l'input per l'attentato avrebbe avuto mandanti eccellenti: «Il discorso di Capaci fu portato dalla politica», sostiene il pentito, aggiungendo però che «l'ultimo pezzo l’ha fatto Delle Chiaie».
Nonostante la gravità delle affermazioni che andranno in onda stasera, lo scenario investigativo attuale appare cauto su questa ricostruzione. Recentemente, il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, titolare delle indagini sulle stragi, ha raffreddato gli entusiasmi davanti alla Commissione Antimafia. Pur confermando che restano aperti diversi filoni d'inchiesta, il magistrato ha definito la pista nera uno «zero tagliato», ridimensionando il peso di queste evidenze rispetto alla matrice mafiosa dell'eccidio.