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Dai 15 ai 35 anni

La paura come deterrente allo Zen: nel quartiere comandano gang di giovani armate fino ai denti

Baby gang armate e vuoto di potere nello Zen: traffici di droga, assalti e residenti lasciati senza protezione

Luigi Ansaloni

05 Gennaio 2026, 07:00

10:48

La paura come deterrente allo Zen: nel quartiere comandano gang di giovani armate fino ai denti

Da mesi chi vive dentro lo Zen e chi si occupa di questo quartiere da fuori ha la sensazione che ormai tutto sia in mano a gruppi, armati, di ragazzi, che stanno approfittando di un evidentissimo “vuoto di potere” che ormai da tempo vige dentro e fuori dai padiglioni. Baby gang, che poi a volte tanto “baby” non sono, dai 15 ai 35 anni, che girano con pistole, fucili e mitra, terrorizzando i residenti e approfittando della paura della gente, che non sa a chi rivolgersi per fermare tutto questo.

La folle notte di Capodanno e gli assalti alla chiesa di San Filippo Neri hanno solo confermato quello che tutti pensano, o sanno, da tempo. Nessun tipo di rispetto, solo sfrontatezza e strategia della paura, da parte di uno o più gruppi di giovani. Non è un caso che le tremende vicende di cronaca di Palermo degli ultimi mesi, dalla strage di Monreale all’omicidio di Paolo Taormina, abbiano avuto protagonisti ragazzi provenienti dallo Zen. Il sangue per affermarsi per incutere timore, per far capire a tutti che sparare e uccidere per risolvere i problemi non era solo un’eventualità, ma una realtà a cui tutti dovevano credere e abituarsi.

Non è un caso che la situazione sia precipitata negli ultimi mesi, da quando chi controllava la situazione, ogni situazione, all’interno dello Zen, è stato arrestato o è stato “pizzicato” per altre ragioni. E’ in quel momento che le bande di ragazzi più o meno giovani è venuta fuori. Per questo, di fatto, il quartiere oggi è fuori controllo. I giovani di fatto sono imprevedibili, e soprattutto in questa fase, sembrano infischiarsene di regole. La loro unica regola sembra quella di incutere paura.

C’è poi la questione droga. Molti furti e razzie, all’interno dello stesso quartiere, arrivano anche per potersi permettere di comprarsi sostanze stupefacenti. E non parliamo delle “solite” droghe, ma di qualcosa di più sintetico e pericoloso. «Spesso si devono ragazzi girare nel quartiere come se fossero degli zombie», dice un residente. Anche il problema dei maggiori controlli e della volontà di far sentire di più la presenza dello Stato non è di facile soluzione. Lo Zen ha circa quarantamila abitanti, nei padiglioni abitano circa 250 famiglie, a fronte di un unico presidio fisso, all’interno del quartiere, la stazione di San Filippo Neri, in via Agesia di Siracusa, dove si alternano ventuno carabinieri. Impossibile, con un numero così ridotto, avere un benchè minimo controllo sulla zona.