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La protesta

"Ridate il Velodromo al ciclismo", lettera aperta delle associazioni sportive al sindaco

"L'impianto storico è nato per il ciclismo ma da anni è sottratto alla sua legittima destinazione d'uso. Dopo anni di promesse non mantenute, deviazioni per concerti e l'attuale utilizzo esclusivo come stadio di calcio, vogliamo un cronoprogramma preciso"

Redazione Palermo

05 Gennaio 2026, 12:48

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Le associazioni ciclistiche, con in testa Asd Ciclotour, scrivono una lettera aperta indaco Roberto Lagalla e all'assessore allo Sport Alessandro Anello a poche ore dalla riapertura, seppur parziale, al pubblico dell'impianto.

La missiva denuncia "la situazione insostenibile e ormai decennale del Velodromo Paolo Borsellino, impianto storico nato per il ciclismo ma da anni sottratto alla sua legittima destinazione d'uso. Dopo anni di promesse non mantenute, deviazioni per concerti e l'attuale utilizzo esclusivo come stadio di calcio, la comunità sportiva lancia un appello urgente basato su pilastri come la sicurezza dei ragazzi: un impianto protetto eviterebbe ai giovani ciclisti di allenarsi in strada, in un anno in cui in Italia si sono già registrati oltre 200 incidenti mortali in bicicletta. A distanza di due anni dall'annuncio del sindaco Lagalla per il rifacimento della pista, non si è visto alcun lavoro, mentre si è proceduto con interventi che cementificano l'uso per il calcio".

La lettera, oltre alla denuncia, avanza richieste precise e non più procrastinabili: trasparenza sugli atti, un cronoprogramma vincolante e la restituzione dell'impianto al ciclismo. assegnare ore di utilizzo per usufruire da subito dell’impianto nellecondizioni attuali. Perciò, si legge, occorre "convocare subito un incontro pubblico e vincolante la Federciclismo e le società palermitane, non per ascoltare altre rassicurazioni, ma per presentarci un cronoprogramma firmato dei lavori di ripristino della pista; rendere pubblici e trasparenti, come la legge impone a un’istituzione pubblica, tutti gli atti che hanno portato il Velodromo a essere uno stadio di calcio: delibere, concessioni, accordi. Vogliamo sapere con che diritto è stata tolta a una comunità la sua casa; fare una dichiarazione pubblica, chiara e univoca con cui l’Amministrazione si impegni, senza più ambiguità, a restituire il Velodromo al ciclismo nel pieno della sua funzione, definendo tempi certi e risorse dedicate. Basta con le parole che volano via. Vogliamo impegni scritti, che abbiano il peso della responsabilità politica. La palla, ora, è nel vostro campo".