il caro tariffe aeree
Il rapporto finale dell'Antitrust sul caro voli per la Sicilia e la Sardegna: perché le compagnie non sono state sanzionate
L'esito dell'indagine: non è stata rilevata alcuna discriminazione per dispositivo nelle tariffe, ma è stata sottolineata la scarsa trasparenza che rende difficile il confronto. Ryanair risulta dominante
«L’indagine condotta sui mercati delle rotte domestiche da e per la Sicilia e la Sardegna non ha fatto emergere fenomeni collusivi in relazione al funzionamento degli algoritmi di prezzo o alla concreta dinamica dei prezzi (collegabili all’eventuale presenza di un parallelismo di comportamento tra vettori)».
È quanto si legge nel rapporto finale dell'Antitrust, pubblicato oggi nel Bollettino, a conclusione (lo scorso 16 dicembre) dell’istruttoria avviata nel novembre 2023 sul caro-voli verso le due isole in coincidenza con le festività estive e natalizie, più volte segnalato dalle associazioni dei consumatori.
Una decisione, già prefigurata da un rapporto preliminare e da una recente audizione parlamentare, che tuttavia evidenzia problematiche nella possibilità per i consumatori di comparare adeguatamente le tariffe aeree, per cui questi non riescono a beneficiare appieno delle differenze, anche significative, nei prezzi praticati dai diversi vettori attivi sulle rotte da e per la Sicilia e la Sardegna, con implicazioni sulle dinamiche competitive. Le condizioni di trasparenza e comparabilità influenzano infatti la mobilità della domanda, in particolare nel caso di servizi complessi, quale è oggi il servizio di trasporto aereo passeggeri, con effetti sul livello dei prezzi e sugli incentivi al confronto concorrenziale tra operatori.
Dal documento conclusivo non emergono dunque condotte illegittime da parte dei principali vettori. Scartata anche l’ipotesi che il prezzo dipenda dal dispositivo utilizzato per la ricerca: le rilevazioni effettuate sui siti delle compagnie tramite differenti device e sistemi operativi (PC, Mac, smartphone Android e iPhone) non hanno fornito indizi di discriminazione. Per nessun operatore è stata riscontrata, nello stesso esperimento, una variabilità significativa dei prezzi in funzione del dispositivo; in generale, con la sola eccezione di un vettore, le oscillazioni tariffarie rilevate sono risultate trascurabili e verosimilmente dovute a variazioni intervenute, per pura coincidenza, durante i test.
Sul fronte concorrenziale, per i collegamenti con la Sicilia nel 2024 Ryanair risulta primo operatore con una quota del 50-55%, seguita a distanza da Ita (20-25%). Altri player rilevanti sono easyJet, Wizz Air e Aeroitalia, ciascuno nell’ordine del 5-10%.
In Sardegna, Ryanair guida con il 35-40%, davanti ad Aeroitalia (20-25%) e Ita (15-20%); seguono Volotea (10-15%) ed easyJet (5-10%).
L’Autorità richiama inoltre le politiche regionali di sostegno al trasporto aereo: sia la Regione Siciliana sia la Regione Sardegna adottano misure di continuità territoriale a beneficio di categorie legate al contesto insulare.
Un’indagine Doxa su un campione di viaggiatori da e per le isole segnala una quota rilevante di utenti con legami personali con il territorio di destinazione o provenienza (per nascita, residenza o domicilio): incidenza più alta per la Sicilia (55%) rispetto alla Sardegna (45%).