7 gennaio 2026 - Aggiornato alle 22:54
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Siracusa

Scuola Rizza, parere legale “fantasma” allegati incompleti e sfratto senza carte

Nella delibera di dicembre firmata da Giansiracusa mancano documenti ma il l'istituto viene ugualmente spostato

05 Gennaio 2026, 21:39

Non ci sono i pareri legali. Allegati alla discussa delibera del presidente del Libero consorzio, Michelangelo Giansiracusa che, il 23 dicembre scorso, ha approvato il cosiddetto Piano scuole dentro il quale spicca lo “sfratto” del Rizza dalla propria storica sede del Palazzo degli Studi, non c’è il parere legale che, nel corpo della stessa delibera, dà supporto al piano. Lo denunciano da qualche giorno i consiglieri provinciali cui è venuto in mente di studiarsi la vicenda che ancora farà tanto discutere, e a ben guardare è proprio così. Ci sono i pareri di Regolarità contabile e copertura di spesa, di Regolarità tecnica; ma non quello legale. E non è roba da poco, non solo perché il parere è citato a supporto del piano nella stessa delibera, ma perché l’operazione doveva essere tutta una questione di dismissione di affitti, evitando rischio contenziosi, e alla fine non vede la rescissione delle locazioni più onerose per l’ente, quelle di via Pitia. È attorno ad esse che girava la questione Corbino-Rizza, visto che le classi del Corbino ospitate in via Pitia, con una dismissione sarebbero tornate alla centrale, “sfrattando” (sostanzialmente è quello che è accaduto) il Rizza, che invece viene trasferito in via Modica nella sede dell’Insolera.

Il 26 settembre 2025 – recita la delibera - è stato conferito incarico a un professionista al fine di supportare e sostenere l’azione dell’ente sotto il profilo giuridico; l’attività del professionista ha altresì riguardato la analisi dei contratti attualmente in essere al fine di valutare le modalità di esercizio della facoltà di recesso al fine di evitare che questo comporti esposizioni di natura risarcitoria a danno dell’ente”. Certo. E cos’ha dedotto il professionista? Boh. Il parere non c’è. E, allegati, non ci sono neanche i contratti. Quello che sappiamo è che il Piano prevede che sin da ora siano dismessi: l’immobile di viale Tica, attuale sede del Provveditorato, e quello di via Polibio, cosicché l’Alberghiero possa per intero andare nella sede centrale di viale Santa Panagia (ex Juvara).

Il provveditorato fino al luglio del 2027 sarà trasferito in via Pitia “e successivamente nella sede della caserma dei vigili del fuoco”, di via Von Platen, che nel frattempo dovrebbe restare vuota. Solo in un secondo momento il Piano prevede “il rilascio dell’immobile” di via Pitia. Quale dei due in affitto, non è neanche specificato. È accennato solo che il risparmio per l’ente non consisterà nel rescindere subito il contratto d’affitto, ma nel non esercitarne il rinnovo alla scadenza dei 6 anni (2028). È evidente che una rescissione anticipata avrebbe rappresentato un rischio per l’ente.

E allora la domanda retorica è: perché tanta fretta di “sfrattare” il Rizza, come conseguenza indiretta di un risparmio che al momento non c’è e che forse si attuerà dal 2028?