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Il presidente

"Lo Zen è un quartiere nato male, ma dobbiamo fare qualcosa": l'allarme di Schifani e Mariani

Linea dura e rigenerazione per lo Zen: più forze dell'ordine, sequestri di armi e progetti sociali per combattere il degrado

Luigi Ansaloni

06 Gennaio 2026, 14:56

"Lo Zen è un quartiere nato male, ma dobbiamo fare qualcosa": l'allarme di Schifani e Mariani

Nel giorno della commemorazione di Piersanti Mattarella, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, ha ribadito la linea dura dello Stato sul quartiere Zen:

Lo Zen è una realtà che a voi tutti è nota. L’azione delle forze dell’ordine c’è stata, c’è e continuerà ad esserci con la massima determinazione. E quindi faremo in maniera tale che si prosegua per quanto ci riguardano queste linee, ma voi sapete perfettamente che il problema dello Zen riguarda tanti aspetti. Credo che sia necessario tagliare le radici, le ragioni da cui scaturiscono questa sacca di criminalità che sarà contrastata con la massima determinazione dalle forze dell’ordine sul piano della prevenzione e dalla procura della Repubblica all’autorità giudiziaria della polizia giudiziaria con altrettanta determinazione. Ma questa è solamente una parte del lavoro, parte essenziale ma non esaustiva, per risolvere i problemi in realtà come quella. Le armi allo Zen ci sono e molte armi vengono anche sequestrate, come è successo anche ieri. Sono state sequestrate armi e munizioni. La risposta dello Stato c’è stata, c’è e continua ad esserci. Ieri è stata una giornata importante. Polizia, carabinieri, guardia di finanza, hanno fatto bene il loro lavoro. I risultati ci sono e ho fiducia che continueranno ad esserci. Di sicuro noi non molliamo”, ha detto il prefetto Massimo Mariani a margine della cerimonia.

Sulla stessa linea, ma con un accento sulle trasformazioni sociali, è intervenuto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani:

C’è un cambiamento culturale in corso”. E ha aggiunto: “Mi auguro che questo cambiamento possa avvenire anche nella realtà dello Zen dove mi sono recato ieri. C’è una reazione culturale e sociale da parte di tutte quelle persone che vivono lì senza colpa e vivono delle situazioni inaccettabili. Quel quartiere è nato male. Lo dicevo ieri durante la mia visita, perché quasi tutti gli abitanti di quella zona sono abusivi. Se nasce così lo Zen sulla base della Illegittimità dell’epoca motivata da esigenze, diciamo magari irrinunciabili ed esigenze indifferibili, tante famiglie alla ricerca dell’assegnazione di un alloggio popolare che comunque commisero tanti anni fa un errore, un illecito nell’occuparli abusivamente. Da da lì evidentemente questa realtà è cresciuta in una situazione di degrado”, ha ricordato Schifani a margine della commemorazione di Piersanti Mattarella, l’ex presidente della Regione ucciso 46 anni fa.

Il governatore ha poi illustrato l’intenzione di costruire un percorso condiviso tra istituzioni: “Degrado contro il quale siamo impegnati a fare il massimo assieme a tutte le istituzioni. Ieri mi sono confrontato con le forze dell’ordine, ma anche con il sindaco e tutti coloro i quali avranno la volontà di fare un tavolo comune, quello che vorrei istituire con a Palazzo d’Orleans, purché realizzare, elaborare i progetti in corso di sicurezza e di rigenerazione sociale – ha aggiunto Schifani – Ho parlato ieri di rigenerazione sociale e culturale, oltre che quella urbanistica. Vi sono le piazze da realizzare e delle disponibilità ad offrire ragazzi palestre da realizzare. La Regione ha stanziato il bonus palestre che sta consentendo a tante famiglie di poter mandare in palestra i ragazzi a spese della Regione per sottrarli proprio alle tentazioni del quartiere. Tentazioni a volte semi delinquenziali”.